Constellation Brands – risultati primo trimestre 2014/15

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Constellation Brands ha completato con il primo trimestre il “giro di boa” dell’acquisizione delle attività nel segmento della birra. Proprio queste, da qualche trimestre, stanno spingendo gli utili aziendali, anche oltre le aspettative del management (che infatti ha rivisto al rialzo gli obiettivi 2015). Invece, in un trimestre che comunque tipicamente conta poco, il business vino langue, con volumi in calo soprattutto nel mercato americano. Le vendite sono calate del 4% in volume in USA: la metà di questo calo è dovuto al “destocking” (cioè quando gli anelli intermedi della catena distributiva decidono di ridurre le scorte), ma l’altra metà è dovuta a un calo delle vendite finali, pari a circa il 2%. Per la prima volta da quando Cbrands “separa” i brand importanti dagli altri, anche i primi segnano un andamento di volumi negativo. Detto questo, la partita del 2015 si gioca sui prossimi trimestre e sopratutto sulla birra, che sta dando un forte contributo al calo del debito. Nel trimestre terminato a maggio, il debito netto di Constellation Brands è sceso a 6.4 miliardi di dollari, rispetto a 7 miliardi di fine febbraio e al picco di 7.2 miliardi toccato subito dopo l’acquisizione delle attività americane di Corona.

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• Le vendite consolidate raggiungono 1.5 miliardi di dollari nel primo trimestre, in crescita del 126% per via dell’acquisizione di Corona. Di conseguenza il margine industriale sale del 162% a 670 milioni, l’utile operativo del 455% a 392 milioni di dollari e l’utile netto quadruplica da 53 milioni di dollari dello scorso anno a 207 milioni del primo trimestre 2014. Il primo trimestre come dicevamo è l’ultimo dove confrontiamo “mele con pere”.
• Passiamo al vino, che interessa di più. Le vendite organiche di vino e superalcolici (poca roba) sono scese del 2.2% a 658milioni di dollari. Il calo della parte vino, 586 milioni, è un po’ meno marcato, -1.8%. Questo calo viene da un andamento negativo in termini organici dell’1%, il che significa un impatto negativo dei cambi dell’1%, un impatto dei volumi che abbiamo detto esser del 4% e un impatto positivo del prezzo mix di circa il 3%.
• A livello di margini, le notizie sono invece migliori. Dopo il livello molto basso delle scorso anno, l’EBIT risale al 22% circa delle vendite, con un incremento del 12% in valore assoluto a 143 milioni di dollari. Come potete apprezzare dalla tabella, la parte di vino e spirits ormai rappresenta soltanto il 35-40% degli utili totali del gruppo Constellation Brands.
• La parte finanziaria ha visto un calo del debito rispetto a fine anno di circa 500 milioni di dollari. Invece se confrontate i dati della tabella sarete ingannati, perchè a maggio 2013 le attività della birra non erano ancora consolidate. Dal picco di debito di 7.2 miliardi, nel giro di 9 mesi Constellation Brands ha già ripagato 750 milioni. Questo ritmo, come abbiamo avuto modo di commentare gli scorsi trimestri, non sarà però sostenibile, causa il carico di investimenti che si faranno sentire nel resto dell’anno.

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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