Champagne – dati di mercato ed esportazioni 2013

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Il calo delle consegne di Champagne è continuato nel 2013, anche se con un ritmo meno spedito dello scorso anno. A farne le spese sono stati sopratutto gli “indipendenti” cioè i piccoli produttori, che hanno una esposizione commerciale soprattutto domestica (Francia) ed europea, ed è per loro difficile arrivare ai mercati “di crescita” come gli USA, il Giappone, o a sorpresa l’Australia. Questi mercati, come vedrete nel grafico allegato sono gradualmente in crescita e hanno raggiunto il 21% delle consegne di Champagne 2013, che sono state pari a 305 milioni di bottiglie. Ormai non siamo troppo lontani dall’anno orribile 2009 (293 milioni).

Se questo calo abbia a che fare con delle strategie commerciali di accrescimento del valore, se come dicono è una base per ripartire in crescita dal prossimo anno, si vedrà. Certamente bisogna sottolineare due aspetti importanti. 1) gli spumanti sono prodotti che restano tipicamente domestici, è vero in Italia per i metodo classico è vero per lo Champagne, con il 55% dei volumi che resta a casa. Sia l’Italia che la Francia sono paesi con un andamento economico terribile rispetto al resto del mondo e lo Champagne/spumante è certamente una acquisto “voluttuario”; 2) talvolta le pratiche commerciali di selezionare la rete, ridurre le spedizioni per non inflazionare il mercato nasconodono difficoltà commerciali vere e proprie… che le spedizioni calino perchè non si vende è un ragionamento tutto meno che peregrino. Passiamo ai numeri.

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  • Le spedizioni sono calate dell’1% a 305 milioni di bottiglie, con la Francia a 167 milioni, -2%, l’Unione Europea a 74.7 milioni, anch’essa -2%, e il resto del mondo che cresce del 3% a 63 milioni di bottiglie.
  • Tra i mercati più importanti vale la pena di sottolineare il calo del 5% nel Regno Unito, che vale 31 milioni di bottiglie, cioè il mercato fuori dalla Francia più importante e la stabilità in US, dove di Champagne se ne spediscono 18 milioni di bottiglie. La Germania resta il terzo mercato per il prodotto, con 12.4 milioni di bottiglie, -2%, mentre il Giappone balza al quarto posto superando il Belgio (!), con 9.7 milioni di bottiglie e un incremento del 7%.
  • E la Cina? Beh, fa sorridere che non ci sia il commento ma solo il numero… come significare che non vogliono vedere. La Cina scende del 18% a 1.6 milioni di bottiglie, quindi perde tre posizioni ed è il 15esimo mercato (Hong Kong è stabile al 14esimo con altri 1.6 milioni di bottiglie). Davanti a questo paese ci sono gli Emirati Arabi per esempio.
  • Come se la sono invece cavata le diverse categorie di produttori? Le Maison, cioè i grandi marchi, sono scesi dell’1% come il mercato. Come dicevamo sopra, hanno perso i vigneron, che hanno difficioltà a raggiungere mercati tanto lontani, quindi -3% a 66 milioni di bottiglie. Nel 2013 si riprendono invece le vendite delle cooperative, +2%, anche se questo non appare un trend particolarmente visibile…

E in Italia? Non vi riporto il grafico per pietà. In Italia nel 2013 si sono spedite 5.3 milioni di bottiglie di Champagne, un calo del 15% circa sui 6.2 milioni del 2012. Soprattutto la metà di quello che importavamo nel 2007. Come dire che si festeggia la metà…

 

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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