Cava – produzione e vendite, aggiornamento 2013

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Fonte: Consejo Regulador Cava

Cominciamo oggi con due post dedicati ai vini spumanti, cioè Cava e poi Champagne. Le vendite di Cava, riportate dal locale consorzio sono simili nei principali trend a quelle dello Champagne: stasi o calo nel mercato domestico, crescita nei rimanenti mercati. A differenza dello Champagne (e degli spumanti italiani), il Cava ha un profilo internazionale più spiccato, dato che soltanto un terzo della produzione si ferma in Spagna ed è andato decisamente meglio nel mercato europeo, dove il prodotto è ancora in sviluppo. Le prospettive sembrano buone: il mercato spagnolo ha dato segni di risveglio nel primo trimestre 2014… e lì la crisi è costata circa 20 milioni di bottiglie… Ma andiamo insieme ad analizzare come si sono mosse le vendite di Cava, che nel 2013 hanno raggiunto il livello di 241 milioni di bottiglie.

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  • Il 2013 ha subito un calo dell’1%, ma resta su un livello di consegne vicino al massimo storico del 2012 di 243 milioni di bottiglie.
  • Il principale mercato del Cava resta la Spagna, con 81 milioni di bottiglie. Il livello di vendite nel mercato locale è stabile nel 2012, ma va detto che tra il 2006, anno del record (101 milioni di bottiglie) e oggi la perdita è stata ragguardevole (-20%).
  • Fuori dalla Spagna la maggior parte della produzione viene collocata in Europa. Parliamo del 73% delle esportazioni, cioè 118 milioni di bottiglie. In questo caso siamo invece molto prossimi la massimo storico di vendite, raggiunto proprio nel 2012 con 120 milioni di bottiglie. In Europa il principale mercato per il Cava è la Germania, dove dal 2010 a questa parte si vendono circa 40 milioni di bottiglie all’anno, il 17% circa del totale (per il 2013). Altre 30 milioni di bottiglie vanno nel Regno Unito, ma in questo caso si registra un calo del 17% rispetto al record di 36 milioni di bottiglie nel 2012. Sui massimi storici è invece il mercato belga, con 28 milioni di bottiglie, il 12% del totale e in crescita del 9% nel 2013 ma del 23% medio sugli ultimi 5 anni.
  • Dopo il Belgio viene il primo mercato extraeuropeo, gli USA, dove vengono vendute 18 milioni di bottiglie circa, con un ritmo di crescita annuo del 4% circa dal 2008 a questa parte. Al di fuori del Belgio, gli USA sono il mercato che mostra i maggiori segni di vivacità tra quelli che si possono definire “grandi”.
  • Dopo gli USA, c’è il buco. In Giappone si vendono 8 milioni di bottiglie annue, anche in questo caso in crescita del 4-5% annuo, in Francia 5.4 milioni, con una crescita annua di oltre il 15% dal 2008 a questa parte.
  • Le cose dunque non vanno poi così tanto male. L’aggiornamento a fine marzo 2014 tra l’altro mostra una riaccelerazione delle vendite, da 41 a 48 milioni di bottiglie nel trimestre e da 241 a 248 milioni in ragione d’anno. Piuttosto evidente è il recupero del mercato spagnolo, dove la situazione economica sta rapidamente migliorando, e dove si concentrano 6 dei 7 milioni di bottiglie recuperate…
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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