Il valore della produzione di vino nel mondo – stima INDV 2013

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Dove sta il valore del settore del vino? Principalmente in Francia, per circa un terzo del valore globale. Di quanto cresce il valore della produzione di vino calcolato come prezzo “all’ingrosso”? Negli ultimi 9 anni di circa 1.1 miliardi all’anno. Chi si è accapparrato questo miliardo annuo di valore? Principalmente gli americani, i francesi e e gli argentini. L’Italia non l’abbiamo menzionata in questa prefazione. Non perchè i numeri che escono da questa analisi non siano lunsinghieri, ma perchè l’Italia è in una specie di via di mezzo, dove la sensazione è che si sono persi diversi anni (o per diversi anni il mondo del vino non si sia accorto di noi, chissà), mentre ora stiamo riguadagnando velocità. I numeri che analizziamo oggi sono frutto di una semplice moltiplicazione: gli ettolitri prodotti ogni anno per il valore medio per ettolitro esportato. Una grande assunzione: che il valore del vino esportato sia più o meno analogo a quello prodotto e consumato nel mercato domestico. Una piccola incongruenza, che la produzione di una annata sia esportata nel medesimo anno (non vero, soprattutto per i produttori dell’emisfero boreale). Detto questo, resta una classifica interessante, soprattutto nell’analisi delle tendenze di lungo termine. Guardiamo insieme i numeri allora.


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  • Con una produzione di vino di circa 277 milioni di ettolitri stimata per il 2013 e un valore medio per ettolitro esportato di circa 240-245 euro, giungiamo a una stima di valore di 67 miliardi di euro, con un incremento del 10% circa nel corso del 2013. Si tratta, a guardare la tabella anche del valore più elevato mai raggiunto dal settore del vino dal 2005 a questa parte. La crescita media dal 2005 a questa parte è del 2-2.5% ma ha “subito” la crisi globale del 2009. Nel quinquennio 2008-2013 (nel 2008 la crisi era già iniziata…) la crescita annua sfiora il 3.5%.
  • La Francia continua a guidare la classifica con un valore di circa 22-5-23 miliardi, in crescita del 5% circa nell’anno. Sull’orizzonte lungo, sia 5 che 8 anni, la crescita però è inferiore: intorno all’1%. Il che spiega bene il grafico della “quota di mercato”, circa il 34% nel 2013, contro il 37-38% del 2005-06.
  • L’Italia cresce del 15% a 11 miliardi di euro, e rappresenta il 17% del valore globale. Sul medio termine la crescita italiana è perfettamente allineata ai valori mondiali. La Spagna invece mostra un forte exploit dovuto all’incremento del prezzo medio da 115 a 138 euro per ettolitro e dalla stima molto elevata di produzione, passata da 31 a 43 milioni di ettolitri. Qui entra in gioco la piccola “incongruenza” di cui vi dicevo prima, e cioè: sarà in grado di mantenere quel prezzo di esportazione con tutto quel prodotto? Detto questo, la Spagna “diventerebbe” la terza forza mondiale, con quasi 6 miliardi di euro, scalzando gli USA a 5.3 miliardi (+6%). Vengono poi Argentina (3.2 miliardi di euro), Australia (2.3 miliardi) e Cile (2.1 miliardi). Chiudono Sud Africa (1.2 miliardi) e Nuova Zelanda con 1.1 miliardi.
  • Chiudiamo con un calcolo più di lungo termine. Sugli 8 anni 2005-2013, la regressione dice che il valore del settore del vino è cresciuto di circa 1.1 miliardi all’anno. Di questi, 250 milioni sono Francia, 280 milioni USA, 220 milioni Argentina e soltanto 100 milioni Italia. Per questo motivo, come dicevo all’inizio, se il “rumore” intorno al prodotto italiano continua come sembra e se l’Expo ci aiuterà, potremmo riprenderci un po’ di valore che a occhio, guardando questi numeri, ci manca.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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