Concha y Toro – risultati 2013

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I risultati 2013 di Concha y Toro che commentiamo oggi sono piuttosto importanti, perchè dopo due anni di vera sofferenza dei margini il secondo semestre ha marcato un deciso cambio di direzione. Molte cose continuano a non funzionare, come per esempio le vendite domestiche di vino, ma altre sembrano aver preso una piega meno negativa che in passato, come per esempio l’andamento di Fetzer in USA. Inoltre, i recenti investimenti nelle strutture distributive in nuovi mercati stanno cominciando a pagare in termini di accelerazione delle vendite, per quanto continuino a farsi sentire sui margini. Il 2013 nel suo insieme non è stato eclatante, soprattutto visti gli sforzi profusi: le vendite crescono del 6%, il MOL solo del 3% e l’utile netto del 10%. Il secondo semestre però racconta una storia diversa: le vendite fanno +10%, il MOL +27% e l’utile netto cresce di oltre il 50%. Per questo motivo, possiamo attenderci un 2014 in ulteriore miglioramento… andiamo sui numeri.


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  • Le vendite 2013 raggiungono 475 miliardi di peso, in crescita del 6%. A trainare il gruppo sono le vendite di vino cileno all’estero, in crescita del 9% rispetto allo scorso anno, grazie a un progresso del 2.5% dei volumi e a un miglioramento del prezzo mix in dollari americani del 4.5%, con un pezzettino finale di aiuto dalle valute, dato che il peso cileno ha perso il 2% contro il dollaro e il 5% contro l’euro nel corso del 2013. In termini di volume Concha y Toro è andata relativamente male nel mercato americano (-5%), è stata stabile in Europa (+2%), ma è riuscita a più che compensare con le crescite in America Latina (+5%) e Asia (+12%).
  • I margini sono finalmente in miglioramento, essenzialmente grazie al ritracciamento del costo delle materie prime. Il prezzo del vino “base” in Cile si è quasi dimezzato da picco, consentendo all’azienda di guadagnare quasi il 2% delle vendite in termini di margine industriale (quasi il 3% nel secondo semestre). Come accade poi da 2-3 anni, i costi commerciali e di struttura crescono e si mangiano un po’ di margine, talchè il MOL nel 2013 scende ancora rispetto al fatturato (da 11.9% a 11.6%). Ma nel secondo semestre le cose migliorano in modo significativo, per quanto il periodo corrispondente delle scorso anno fu piuttosto disastroso. Alla fine dei conti, perchè sono i valori assoluti a contare, il MOL cresce marginalmente a 55 miliardi, mentre l’utile netto sale da 30 a 33 miliardi grazie alla combinazione di guadagni sui cambi e minori tasse.
  • Gli investimenti di CyT restano sostanzialmente stabili a 55 miliardi di peso, con una pianificazione di piantare circa 1100 ettari di nuova vigna rispetto ai 10700 attualmente in esercizio, quindi con un ulteriore +10% di volume proprio a disposizione.
  • Fatti due conti, è facile concludere che essendo il MOL 55 e gli investimenti 55, il debito sale perchè ci devono pagare le tasse e gli oneri finanziari. Il debito cresce a 240 miliardi di peso, con un rapporto sul MOL di 4.3 volte, a dire il vero un po’ eccessivo, anche se supportato da 68 miliardi di attività biologiche (vigne) e oltre 260 di attività tangibili. Certamente, sarà importante il recupero dei margini in atto per dare una sterzata al debito ma anche al ritorno sul capitale, che come potete apprezzare dagli ultimi grafici resta decisamente sotto pressione…
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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