L’ira delle uve – il commento del Financial Times su TWE/KKR

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fonte: Lex Column del FT

Vi propongo oggi un interessante commento pubblicato sulla mitica pagina di commento del Financial Times, la “Lex column”, che tratta il tentativo di acquisizione di TWE da parte di un fondo di private equity (KKR). Il settore ha visto recentemente alcune operazioni da parte dei grandi players, di dimensioni limitate, ma che lasciano intendere un ritorno di interesse sul vino. Le recenti vicissitudini di alcuni prodotti nei mercati asiatici (leggi Cognac in Cina) stanno forse convincendo alcuni grandi players che il vino forse cresce un po’ meno ma garantisce una grande stabilità nei flussi di cassa e nei ritorni. Nel caso specifico di KKR su TWE si tratta di un classico caso di azienda con una gestione un po’ contraddittoria dove il private equity ritiene che ci siano opportunità di acquistare, ristrutturare e ottimizzare il business, magari aggiungerci un po’ di debito per ripagarsi lo sforzo dell’acquisto, e poi, tra qualche anno quando è di nuovo in forma e bella dimagrita (in tutti i sensi) rimetterla sul mercato di borsa. TWE ha naturalmente detto che l’offerta è troppo bassa, e immediatamente le azioni sono salite sopra il livello di AUS4.7 offerto da KKR. Come vi ricorderete TWE è il risultato della separazione di Foster’s che fa birra da TWE, che fa vino, per facilitare le fusioni con altri players. Foster’s è stata acquistata da SAB Miller, guardacaso dopo un’offerta simile, inizialmente rifiutata, a poi accolta in seguito a un rilancio a un prezzo più elevato. Succederà la stessa cosa con TWE. Secondo il FT succederà, e se non sarà KKR sarà qualcun altro! Buona lettura…

L’ira delle uve

Un buon marchio con un passato brillante, sebbene le recenti vendemmie abbiano avuto un retrogusto amaro. Comunque, il private equity KKR non si è fatto dissuadere dal lanciare un’offerta da 3.1 miliardi di dollari per comprare l’Australiana Treasury Wine Estates, una delle più grandi aziende del mondo focalizzate sul segmento del vino. TWE ha rifiutato l’offerta, e ha anche negato di avere l’intenzione di vendere le attività americane a Constellation Brands o Pernod Ricard. Ma una nuova ondata di fusioni nel settore è nell’aria. Un mese fa, LVMH ha comperato Clos de Lambrays in Borgogna e Pernod Ricard ha acquistato Kewood Vineyards in California.

TWE sarebbe un sorso ben più corposo. L’azienda ha avuto diversi problemi recentemente. Sebbene le vendite siano cresciute del 20% dal 2010 a questa parte, i costi sono cresciuti a un ritmo doppio e quindi gli utili sono calati. TWE ha già annunciato diverse manovre correttive negli USA. Il nuovo CEO Michael Clarke ha annunciato un piano di rilancio che prevede un aumento del 50% dei costi di marketing, da finanziare con un piano di taglio costi da 35 milioni di dollari australiani.

L’attrattività di TWE per un potenziale compratore deriva da due cose. Primo, il potenziale di miglioramento dei margini. Secondo, la possibilità di spingere i marchi del gruppo, tra cui Lindeman’s, Wolf Bass e Penfolds. La metà delle vendite è in Australia e Nuova Zelanda che secondo Euromonitor sono tra i mercati meno interessanti dal punto di vista della crescita attesa (meno dell’1% annuo). Invece, il Nord America, l’America Latina e le altre aree dell’Asia mostrano delle attese ben più corpose, rispettivamente del 2%, 3% e 6% annuo. Questi sono i luoghi dove si giocherà la partita. Ci sono opportunità per tutti coloro che hanno i soldi, la pazienza e la perseveranza di spingere i loro marchi.

L’offerta di KKR a 4.7 dollari australiani per azione valuta TWE a un multiplo di 11 volte il margine operativo lordo (NdR: rapporto tra la somma del valore di borsa e dei debiti e il MOL atteso per l’anno corrente). Altre grandi aziende del settore delle bevande alcoliche coinvolte nel settore del vino come Constellation Brands, Diageo e Pernod Ricard hanno multipli tra 13 e 15 volte il margine operativo lordo. Anche se l’offerta di KKR fallisse, non ci vorrà molto perchè altri degustatori trovino la strada per annusare e assaggiare i vini delle cantine di TWE…

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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