Il consumo di bevande alcoliche in Italia – aggiornamento ISTAT 2013

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In corrispondenza del Vinitaly, ISTAT ha rilasciato i dati relativi al consumo di alcolici. La pubblicazione, originariamente focalizzata a fotografare i comportamenti devianti dell’eccesso di consumo di alcolici si è con gli anni arricchita di nuove sfaccettature e oggi offre un vasto database di dati sul consumo di vino in Italia per sesso, fascia di età, livello di istruzione e zona di residenza. Oggi presentiamo i dati generali, per dedicarci più in là nell’anno a dare un’occhiata ai numeri particolari. La situazione del 2013 differisce da quella degli altri anni per un semplice aspetto: il consumo di bevande alcoliche è sceso per tutte le categorie, in termini di penetrazione sulla popolazione, a differenza del passato in cui scendeva il consumo di vino e si manteneva o incrementava quello di birra e di altre bevande alcoliche. Alcune tendenze sono rimaste, come quella che vede gradualmente sparire i forti bevitori e quelli “abituali” a favore di quelli sporadici, altre sembrano emergere, quali un forte calo del consumo di vino nelle regioni del Nord Ovest, che non corrisponde a quello che si può osservare nelle altre macroregioni. Andiamo insieme a commentare i dati, che come sempre raccolgono una serie finalmente sufficientemente lunga di dati, dal 2007 a questa parte.


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  • In Italia il 64% della popolazione (oltre 11 anni) ha consumato una bevanda alcolica nel 2013. Di questi il 52% hanno consumato vino. Si tratta, in numeri assoluti di 28 milioni di persone, rispetto a una popolazione utile di 54 milioni.
  • La tendenza è al ribasso, come vedete dal grafico, ma non in maniera così marcata come in passato. Nel 2013 il vino ha perso lo 0.3% della popolazione, la birra lo 0.5% (e si attesta oggi poco sopra il 45%), le altre bevande alcoliche lo 0.6% (e riscendono al 40%). E’ facilmente notabile dal grafico che questo 2013 è il miglior anno di sempre per il vino dal punto di vista dell’andamento contro le altre bevande alcoliche. Aveva sempre perso di più o non guadagnato quando gli altri salivano, o infine come nel 2009 guadagnato di meno degli altri.
  • I consumatori giornalieri sono scesi al 20.6% della popolazione, con un calo di 0.9% rispetto allo scorso anno e di circa il 5% nell’arco di 5 anni. La regola storica della perdita di 1 punto percentuale all’anno tiene ancora. Il consumo giornaliero non è un “segmento di mercato” per le altre bevande, dato che sono soltanto il 4% della popolazione coloro che bevono birra tutti i giorni e meno dell’1% quelli che bevono altre bevande.
  • Ci allarghiamo oggi a un paio di altri aspetti che vedete nella seconda tabella e nel grafico regionale. Dunque, i forti bevitori di vino (oltre 0.50cl al giorno) sono al 2.5% come lo scorso anno, si tratta di 1.3 milioni di persone, per la maggior parte maschi. Anche l’altra fascia, di chi beve vino tutti i giorni ma solo 1-2 bicchieri si sta assottigliando e ha raggiunto il 18% della popolazione, 9.8 milioni di persone. Il consumo sporadico invece sale al 23.2% della popolazione, 14 milioni di persone.
  • Infine un breve sguardo al consumo per macroregione. Come abbiamo già detto diverse volte, il nord beve più del sud, il Nord Est più del Nord Ovest, ma questo grafico vi fa vedere come la penetrazione di consumo sia stabile al Nord Est (anche guardando indietro) e nel Sud e Isole, mentre sia in costante calo sia al Nord Ovest che nel Centro Italia.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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