Caviro – risultati 2013

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Il 2013 per Caviro e’ stato un anno di forte accelerazione, sotto tutti i punti di vista. Le vendite estere hanno preso piede, il progetto “superPremium” e’ stato lanciato e ha tra l’altro visto nel 2014 una nuova acquisizione (Cesari a Verona), la remunerazione dei soci e’ cresciuta sia in valore assoluto (dopo anni di declineo) che in termini unitari. Infine, la struttura finanziaria e’ migliorata, in virtu’ dei migliori risultati cui si e’ accompagnato il contenimento del capitale circolante e un minor livello di investimenti. La strategia di Caviro dunque procede e procede nel senso del vino, come avevamo accennato gia’ lo scorso anno, dopo diversi esercizi in cui distillerie e energia avevano assorbito le risorse da dedicare allo sviluppo. Bene, passiamo ai numeri.


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  • Le vendite sono balzate del 13% a 321 milioni di euro, forti di un incremento del 24% delle vendite di vino (in parte grazie al consolidamento di DelleVigne, che dovrebbe aver portato circa 15-16 milioni in piu’ rispetto al 2012), con un calo del 7% delle attivita’ ancillari. Le vendite italiane sono salite del 5%, mentre quelle europee sono cresciute del 37% e quelle extraEU del 43%. Dei 93 milioni di euro di vendite estere, circa 41 milioni sono della divisione Caviro. Il Tavernello cresce del 15% a valore. A questo valore deve aver contribuito in modo significativo anche DelleVigne l’azienda toscana produttrice di Chianti e Brunello, che nel 2013 ha cancellato tutti i contratti di private label per concentrarsi sui propri marchi (vendite totali +2%, 18 milioni di euro)
  • Dicevamo del prossimo passo. A febbraio e’ stata annunciata l’acquisizione di Cesari, azienda produttrice di Amarone e altri vini veneti, con un fatturato di circa 23 milioni di euro, per 8.5 milioni di bottiglie e oltre l’80% del fatturato all’export (fonte: Corriere Economia). Con questa seconda mossa nel segmento premium le vendite di vini pregiati dovrebbero balzare nell’intorno di 40 milioni di euro e quelle di vino, facendo un “pro-forma” 2013 dovrebbero sfondare la barriera dei 250 milioni di euro.
  • Il terzo tema che mi premeva affrontare e’ quello della remunerazione dei soci della cooperativa, che resta pur sempre il principale indicatore di performance di Caviro. Nel 2013 sono stati ritirati 1.9 milioni di quintali di uva, per la prima volta dopo diversi anni in crescita (+5%), per un valore di 76 milioni di euro (+13%), quindi con una remunerazione di 39 euro a quintale, in crescita dell’8%. A fronte di questo sono calati gli acquisti esterni, in modo da piu’ che compensare l’incremento dei volumi dei soci. Totale dell’ultima linea: -3%. A titolo di chiarimento va detto che il mix di prodotto acquistato dai soci della cooperativa include alcuni sottoprodotti che rendono poco confrontabile il valore per quintale con gli acquisti esterni, che invece sono prevalentemente concentrati sul vino.
  • Se i risultati i risultati economici sono in miglioramento ma pur sempre con margini piuttosto limitati (MOL al 6% del fatturato, +67%), il meglio viene dall’ulteriore calo del debito, che scende a 58 milioni di euro, meno 14 milioni rispetto al 2012. La generazione di cassa sale a 14 milioni (8 nel 2012), che diventano 21 dopo le variazioni del capitale circolante (9 nel 2012). Gli investimenti scendono da 23 milioni (compreso DalleVigne) a 7 milioni. Vedremo cosa succede nel 2014 con l’acquisto di Cesari (prezzo non comunicato…).
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

2 Commenti su “Caviro – risultati 2013”

  • Edoardo

    Buongiorno Dott. Bacca. Complimenti per l’esaustivo “compendio” finanziario dei dati riportati. Tuttavia Le volevo chiedere se è possibile fare riferimento anche alle SOFFERENZE creditizie registrate nel comparto. Cordialità.

  • bacca

    Buongiorno, mi scusi per il ritardo con cui le rispondo ma il mio “tempo libero” per il blog è la domenica! Caviro ha un fondo svalutazione crediti molto piccolo (0.5 milioni di euro) rispetto ai crediti verso clienti (31.7 milioni, dopo le cartolarizzazioni, 60 milioni di euro senza lo smobilizzo).
    Sono numeri molto piccoli che vanno ricondotti al fatto che Caviro opera principalmente nei confronti della GDO che, come immaginerà, sarà un cattivo pagatore come tempi, ma di certo paga!

    Marco

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