Vendite di vino per denominazione nella GDO Italiana – aggiornamento 2013

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IRI ha pubblicato nell’ambito dei lavori del prossimo Vinitaly il solito report sulle vendite di vino nella GDO. I dati sono molto comparabili a quelli (presi dalla medesima fonte) che abbiamo recentemente commentato, con l’aggiunta dei valori totali, 1.5 miliardi di euro, in crescita del 3% per un volume di 5.2 milioni di ettolitri, in calo del 6.5% rispetto all’anno scorso. L’occasione più importante di questo post è però quella offerta dalle vendite per denominazione e sulla penetrazione delle private labels, argomenti sui quali ci focalizziamo oggi, con il solito approccio delle serie concatenate. Quali sono le conclusioni? Se le grandi denominazioni rosse (Chianti e Lambrusco) tengono il passo, a “fare il mercato” sono sempre il Prosecco e il Vermentino, entrambi in crescita di oltre il 10%. Si arresta invece il crollo del Nero d’Avola mentre per la prima volta vediamo censito il Morellino di Scansano (secondo me “dimenticato” negli ultimi anni). Infine, il discorso private label, che per la prima volta nel 2013 superano il 10% delle vendite di vino confezionato, mentre si avvicinano al 7% del mercato quando si guarda esclusivamente al segmento delle bottiglie in formato 75cl.

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  • Le vendite totali in GDO sono per la prima volta state superiori a 1.5 miliardi di euro, in crescita del 3%, nonostante un calo dei volumi distribuiti del 6%, da 5.5 milioni di ettolitri a 5.1 milioni. Il livello record di 6 milioni di ettolitri è ormai lontano.
  • Di queste, circa 965 milioni sono rappresentati dai vini DOC/IGT in bottiglia, che crescono meno, del 2.2% a fronte di un calo dei volumi del 3%. La ragione è presto detta: il formato brik e il formato bag in box crescono dell’8-9% contro il +2% delle bottiglie, ma su questo magari ci soffermeremo un altro giorno.
  • Passando alle denominazioni, il Chianti resta il leader indiscusso del mercato con 58 milioni di vendite, sostanzialmente stabili a fronte di un volume calato del 6% a 118mila ettolitri. Va un po’ meglio per il Lambrusco, che con 48 milioni di euro cresce dell’1%, subendo un calo di volume del 5% a 134mila ettolitri.
  • Il terzo prodotto più venduto diventa il Vermentino, che cresce del 10%, 32 milioni di euro (58mila ettolitri). Lo stesso andamento è quello del Prosecco, che ormai vende per quasi 30 milioni di euro su un volume di 50mila ettolitri annui.
  • La grande DOC in calo sono certamente lo Chardonnay (-5%), presumibilmente rimpiazzato dal Vermentino (anche il nome è più simpatico…), mentre sono leggermente negativi il Barbera, che ha vendite per 31 milioni di euro, il Montepulciano (26 milioni di euro) e il Merlot (16 milioni).
  • Va rilevato il recupero della Bonarda (+5% a 29 milioni), che è il vino rosso con maggiore crescita tra le grandi denominazioni. Un secondo “cambio di direzione” in positivo sembra essere quello del Dolcetto, che torna a crescere del 3.5% a 17 milioni di euro.
  • Infine, le private labels, che hanno assommato 155 milioni di euro di vendite, ossia il 10.3% del mercato. Il loro prezzo medio di vendita è 1.9 euro al litro, ossia il 34% in meno del prezzo medio del vino in GDO, che nel 2013 è cresciuto a 2.9 euro.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

5 Commenti su “Vendite di vino per denominazione nella GDO Italiana – aggiornamento 2013”

  • Ste

    Leggo sempre volentieri questo blog, e mi permetto di fare una precisazione; mentre è corretto parlare di doc per Chianti e Prosecco (la zona) non lo è per i vitigni (es. chardonnay e vermentino)

  • bacca

    Ciao! Hai perfettamente ragione (sono anche io un povero sommelier), e ne ho anche discusso con gli amici di IRI, ma il modo in cui il “commercio” vede il mondo del vino e’ cosi’!

    Teniamo quello che viene, che gia’ e’ prezioso, non credi?

    bacca

  • Tatiana

    Buongiorno, ho notato che l’andamento del vino confezionato in volume è diverso da quella pubblicata in un grafico in un articolo precedente, aggiornato al 2012. C’è qualcosa che porta a queste differenze? Grazie per la disponibilità.
    Tatiana C.

  • bacca

    Ciao Tatiana, i numeri che rilascia IRI cambiano ogni anno perche’ cambia la base. Come vedi anche da queste tabelle, prima del 2012 i numeri sono in italico perche’ sono dei numeri “desunti” dall’andamento passato applicati ai nuovi valori.
    In altre parole, se il Chianti e’ cresciuto del 5% nel 2011, vedrai comunque una crescita del 5% ma con un valore diverso, perche’ questo viene rapportato ogni anno alla nuova reale base di comparazione pubblicata.
    Spero di essermi spiegato…

    bacca

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