Francia – esportazioni di vino 2013

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Il grafico delle esportazioni annue di vino francese sembra fatto apposta per farli arrabbiare, quasi sembra uno scherzo. Infatti, la Francia, dopo aver quasi raggiunto 8 miliardi di euro di export sui 12 mesi terminati ad aprile, ha preso a scendere per chiudere l’anno esattamente al medesimo livello del 2012: 7857 milioni di euro, 17 in più dello scorso anno, che probabilmente diventeranno 30-40 una volta che i dati diventeranno definitivi. La discesa dei mesi recenti è guidata dai volumi, che erano positivi fino a metà anno e chiudono il 3% giù, e, dal punto di vista delle denominazioni, dall’indebolimento dei due pilastri dell’export, il Bordeaux e lo Champagne. Quest’ultimo però a fine 2013 riesce a chiudere in pareggio, a differenza della grande denominazione del Bordeaux che ha gradualmente amplificato il calo fino al -7%. Non ci vogliono grandi analisi per identificare nei mercati asiatici il responsabile del calo. Dopo anni in cui la Francia ha allargato il divario con l’Italia sull’onda delle esportazioni in Cina, questo mercato è temporaneamente un punto debole, probabilmente insieme al livello dei prezzi che alcuni dei prodotti hanno raggiunto. E’ prevededibile che a fine anno il gap tra Italia e Francia possa chiudere abbondantemente sotto i 3 miliardi di euro, il livello più basso dal 2011 a questa parte.

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  • Le esportazioni di vino sono rimaste stabili a 7857 milioni, con un calo del 2,7% dei volumi a 14.5 milioni di ettolitri e un incremento del prezzo-mix del 3% a 5.4 euro al litro, il livello più elevato mai raggiunto, oltre il doppio del nostro (2.4-2.5 euro).
  • Dopo un anno in cui era stato superato, lo Champagne torna a essere il principale prodotto esportato dalla Francia, con 2.27 miliardi di euro, +1.3% e 1 milione di ettolitri (stabile).
  • La denominazione Bordeaux perde il 7% a 2.16 miliardi ma dalla tabella potete certamente rendervi conto del clamoroso incremento degli ultimi 5 anni. I volumi a 2.3 milioni di ettolitri sono calati del 2.4% mentre il prezzo medio scende del 4.4% dopo 4 anni consecutivi di dati positivi.
  • La stessa tendenza all’indebolimento si può rilevare per i vini di Borgogna. In questo caso però l’anno chiude a +1% per 717 milioni di euro, con un calo del 2% dei volumi a 650mila ettolitri e un incremento del 3% del prezzo medio. Da quest’estate però le esportazioni sono stabili.
  • A sostenere le esportazioni sono le altre denominazioni e i vini comuni e IGT, che nel loro insieme crescono del 5% nonostante un calo del 3% dei volumi a 10.6 milioni di ettolitri. E’ questa la categoria più simile a quella italiana, con un prezzo medio di 2.58 euro al litro esportato.
  • Proprio al confronto con l’Italia è dedicato il grafico di chiusura. L’export italiano di vino, salvo clamorosi dietrofront supererà la soglia dei 5 miliardi di euro a fine anno (i dati provvisori saranno pubblicati qui intorno al 15-20 marzo). La distanza con la Francia, che aveva toccato il picco storico verso fine 2012 a 3.2 miliardi di euro si sta riassorbendo. Non è difficile stimare possa essere nell’ordine dei 2.8 miliardi di euro.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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