Esportazioni di vino del Sud Africa – aggiornamento 2013

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Grazie ai dati pubblicati dal Corriere Vinicolo di recente sulle esportazioni di vino (e nonostante i dati siano “buttati lì” senza alcuna rielaborazione), sono riuscito a ricostruire un dato che è sempre mancato nel blog, cioè l’export di vino del Sud Africa, compreso il dato sul valore, sempre difficile da cogliere. Nel 2013 questa analisi assume una valenza ancora superiore perchè il Sud Africa ha esportato molto più vino, forte di una svalutazione del cambio portentosa, nell’ordine del 20% in media nel 2013 contro il 2012. Che cosa hanno fatto? Hanno semplicemente continuato a vendere il vino allo stesso prezzo in valuta locale, “regalando” in questo modo la svalutazione del cambio ai paesi destinatari. Ne risulta un quadro dove, i volumi di esportazione sono cresciuti a un livello record di 6 milioni di ettolitri (esclusi i vini spumanti, comunque irrilevanti) per un valore di 8 miliardi di Rand, che in Euro si legge (15 Rand = 1 Euro attualmente) circa 540 milioni di euro. Il prezzo medio di meno di 1 euro al litro (e di meno di 2 euro per i vini imbottigliati) vi fa subito rendere idea di quale tipo di prodotto viene esportato. Infine, come vedremo, la geografia dell’export sudafricano è piuttosto simile alla nostra, con un paio di eccezioni: la forza in UK e in Olanda. Andiamo a commentare i dati insieme.

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  • Le esportazioni 2013 di vino fermo sono salite del 37% a 5.94 milioni di ettolitri, per un prezzo medi di esportazione in calo del 2% a 13.6 rand al litro. Ne deriva un export di 8.06 miliardi di rand, che corrispondono al cambio attuale a circa 538 milioni di euro.
  • I principali mercati di destinazione sono il Regno Unito, in cui vengono esportati 1.1 milioni di ettolitri  per un valore di circa 100 milioni di euro (+23%), seguiti dalla Germania con 950mila ettolitri e un valore di 70 milioni di euro (+43%). Il mercato tedesco dove chiaramente la percezione qualitativa del prodotto è inferiore. Giusto per dare un’indicazione di confronto con l’Italia, noi esportiamo in UK 2.9 milioni di ettolitri per un valore di 600 milioni di euro, quindi siamo quasi 3 volte più grandi in valore e 6 volte in più a volume. Della Germania non parliamo.
  • Il terzo mercato è sorprendentemente la Svezia, seguita al quarto posto dall’Olanda. Questi sono i mercati importanti per il Sud Africa, dove vengono esportati non solo vini in bottiglia di qualità superiore al resto ma anche vini sfusi con un mix molto buono (vedere tabelle sotto con suddivisione per paese dei vini imbottigliati e sfusi). In Svezia le esportazioni sono cresciute del 17%, con un prezzo mix in salita dell’8%, per un valore di 42 milioni di euro (Italia 141 milioni). In Olanda, i vini sudafricani hanno realizzato un incremento del 28% a 37 milioni di euro (Italia 116 milioni).
  • Trovate infine le due tavole con i vini imbottigliati e i vini sfusi. La tabella vi fa vedere che i vini sfusi sono cresciuti molto di più di quelle imbottigliati, con un +48% rispetto al +26%. Questo vi spiega anche perchè nonostante il prezzo medio di esportazione totale sia leggermente sceso, quello delle due categorie prese singolarmente sia leggermente migliorato: lo spostamento verso i vini sfusi ha determinato la leggera diluizione a valore.

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

2 Commenti su “Esportazioni di vino del Sud Africa – aggiornamento 2013”

  • carlo flamini

    Approfitto dello spazio per ringraziare dell’eleganza del “buttati lì”. Visto che lo sono, buttati lì, poteva anche fare a meno di prenderseli, ma capisco che avere il buco sul dato sudafricano a valore non la faceva dormire la notte.
    Siccome teniamo umanamente alla qualità della sua vita notturna, se vuole, le fornisco il link per scaricarsi e rielaborarsi i dati del Sudafrica, ma se serve anche altro siamo sempre a disposizione a “buttar lì” dati, non c’è problema. C’è sempre qualche cagnolino che se li prende.
    Cordiali saluti

  • bacca

    Nel rispondere a Carlo Flamini, innanzitutto ricordo a chi forse non lo conosce che è il direttore de Il Corriere Vinicolo.
    Per quanto riguarda il termine “buttati lì”, lo scriverei di nuovo: una tabellina con la somma dei dati delle diverse tipologie per dare una quadro della situazione sarebbe particolarmente utile per il lettori dell’inserto “Wine by Numbers”.

    Comunque approfitto ancora per ringraziare il dr Flamini di questi dati che io purtroppo non ho mai avuto la possibilità di analizzare.

    Buona lettura

    Marco Baccaglio

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