Costi e margini dell’industria vinicola – aggiornamento 2013

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Fonte: ISMEA


Oggi è il momento di fare il punto “annuale” sui margini dell’industria vinicola italiana. Le conclusioni non sono del tutto positive: il clima di fiducià è peggiorato nel quarto trimestre, forse anche in relazione all’andamento poco convincente delle vendite di vino. I prezzi del vino all’origine, che sono il costo degli imbottigliatori ma il ricavo dei soli agricoltori, è continuato a calare, in modo semmai ancora più significativo, mentre l’incremento dei prezzi di vendita sta gradualmente perdendo forza, pur consentendo un’espansione dei margini rispetto all’evidenza molto negativa della prima parte dell’anno. Quando guardiamo i dati “annui, il 2013 è chiaramente un anno da dimenticare per l’industria del vino. Prezzi alla produzione in salita ben più pronunciata di quelli di vendita nel mercato domestico, la profittabilità in discesa netta rispetto al livello già sacrificato del 2012. Come dicevo sopra, però, l’uscita dal 2013 sembra puntare nella direzione giusta.Commentiamo qualche numero.

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  • Il livello di fiducia misurato da ISMEA è a -15 nel quarto trimestre contro -5 del terzo trimestre. Un fine anno molto allineato a quello dello scorso anno.
  • I prezzi delle uve all’origine sono scesi ulteriormente, in media del 9% rispetto allo scorso anno e del 7% rispetto al trimestre precedente. Il calo si concentra tuttavia nel segmento dei vini comuni, che calano dell’11% circa, mentre i vini DOC/DOCG sono ancora su un livello leggermente superiore a quello dello scorso anno.
  • I prezzi al consumo sono invece progrediti del 6% rispetto all’ultimo periodo del 2012, consentendo un recupero del margine unitario.Se misuriamo i prezzi come “media” su 4 trimestri, il livello è del 9% circa superiore al quello del 2012.
  • La tendenza del terzo trimestre viene confermata: i margini dell’attività industriale si stanno espandendo, a discapito di quelli della fase agricola, ma il divario rispetto ai livelli storici è ancora significativo.
  • Passiamo brevemente ai dati annui, che trovate riassunti in un grafico. Fatto 100 il prezzo al consumo dei vini nel 2000, nel 2013 era salito a 136, contro il 126 del 2012, quindi +8%. I costi di produzione invece sono a 163, contro 136 del 2012, quindi un incremento del 12%. I prezzi dei mezzi di produzione sono invece a 139, il 2% in più dello scorso anno. Ne deriva un quadro dove il margine, sempre fatto 100 il livello del 2000, scende a 74, il livello più basso da quando tracciamo le statistiche ISMEA, contro 83 dello scorso anno.
  • Ma come ci siamo detti sopra, un conto è la media annua, un altro conto è la direzione di uscita, che è chiaramente improntata a un ulteriore recupero nel 2014. Aggiornamento a maggio-giugno.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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