Cile – esportazioni di vino 2013

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Il Cile è diventato nel 2013 la quarta forza del commercio mondiale di vino, scavalcando l’Australia (almeno dal nostro punto di vista, cioè dell’Euro). Lo dicono le statistiche pubblicate un paio di settimane fa dal sito Vinos de Chile, che ha certificato esportazioni per 8.8 milioni di ettolitri (ma su questo già nel 2012 i cileni erano davanti agli australiani) con un valore di 1.9 miliardi di dollari americani, il 5% in più dell’anno scorso. Non erano molti giorni fa che commentavamo il calo dell’Australia, che in dollari americani è stato del 15% nel 2013. Il primato è stato comunque raggiunto con un mix di esportazioni che si sta pesantemente spostando verso il vino sfuso e, giusto per buttare uno sguardo al 2014, sarà difficile riuscire a ripetere l’exploit sia per il mix in peggioramento che per la debolezza della valuta locale, che probabilmente non sarà interamente incamerata dai produttori locali. Passiamo ai dati.


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  • Le esportazioni raggiungono 1.88 miliardi di dollari, con un incremento del 4.9%. L’incremento è del 17% se guardiamo ai volumi, cioè da 7.5 a 8.8 miliardi di euro. Ne deriva un calo del prezzo medio per litro esportato dell’11% a 2.14 dollari.
  • La categoria più in crescita negli ultimi anni è quella dei vini sfusi, che rappresentano il chiaro driver di crescita per il Cile. Nel 2013 4.1 milioni di ettolitri sono stati esportati sfusi, a circa 87 centesimi di dollari al litro, per un valore di 360 milioni di dollari. +50% per i volumi e +23% per il valore. Il peso dei vini sfusi è arrivato al massimo storico proprio nel 2013, circa il 47% del volume (il precedente picco fu il 40% nella crisi del 2009) e il 19% del valore (13% nel 2009).
  • I vini imbottigliati invece sono sostanzialmente stabili, a -1% in volume, 4.4 milioni di ettolitri, e +2% a valore, a 1.45 miliardi di dollari.
  • Per quanto riguarda i vini imbottigliati, abbiamo anche il dettaglio dei diversi mercati. In linea di massima, i mercati storici del vino cileno sono o stabili o in calo, compensati dalla crescente penetrazione in Asia e Oceania. Più in dettaglio l’export in questi continenti è cresciuto del 15% a 309 milioni di dollari nel 2013, rappresentando una quota del 20-21% del totale (sia a valore che a volume). Europa e Nord America sono sostanzialmente stabili, mentre in America Latina le esportazioni sono in deciso calo, -8% a volume e -10% a valore.
  • Andando più in dettaglio, i mercati in forte crescita sono la Cina e il Giappone, che insieme superrano ormai i 200 milioni di dollari di esportazione, con una crescita rispettivamente del 12% e del 22%. La Danimarca e la Russia sono gli altri due mercati in crescita ma la loro taglia (circa 40 milioni di dollari ciascuno) è ancora limitata. Vanno peggio gli USA, +2% a 201 milioni, diventato il primo mercato per il prodotto imbottigliato cileno a valore, e soprattutto il Regno Unito, dove le esportazioni nel 2013 sono scese del 6% a 191 milioni di dollari.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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