Vendite al dettaglio di vino in Italia – aggiornamento 2013

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Apriamo la settimana con i dati di vendita al dettaglio della grande distribuzione, relativi al 2013 per il settore del vino. Facciamo una premessa: stiamo parlando di un canale di vendita che secondo i dati 2012 ha rappresentato un volume di vendita di circa 6 milioni di ettolitri, quindi un quarto circa dei consumi di vino in Italia e un valore di 1.8 miliardi di euro. Per chi non ha seguito l’evoluzione del 2013, il dato di fine anno di vendite in crescita del 3.6% (in termini nominali) può sembrare niente male. In realtà il numero nasconde un paio di tendenze non proprio incoraggianti: primo, l’ultimo trimestre ha segnato un rallentamento, essenzialmente dovuto a un fine anno poco brillante per i vini spumanti. Secondo, il dato è un combinato di un continuo pessimo andamento dei volumi e di un incremento dei prezzi, quest’ultimo però dovuto a maggiori costi, che quindi non necessariamente implica maggiori profitti per il settore. Nell’ambito dei vini, oltre agli spumanti anche i vini IGT non stanno andando bene, mentre dal punto di vista dei volumi, soltanto i vini DOC/DOCG riescono a mantenersi quasi stabili contro lo scorso anno. Passiamo ai dati di dettaglio.

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  • Le vendite di vino al dettaglio sono cresciute nel 2013 del 3.6% a valore, con un calo del 5.4% dei volumi e un incremento dei prezzi vicino al 10%. Rispetto a quanto visto nei periodi precedenti, si sta riassorbendo gradualmente il calo dei volumi (intorno al 6% fino a settembre) e, per converso, i prezzi stanno crescendo a un ritmo più moderato.
  • Se si analizzano in una prospettiva di medio termine, le vendite della GDO di vino sono calate nel giro di 6 anni del 12% circa, con un parziale recupero dei prezzi pari a circa il 9%. In termini di valore in  Euro, quindi, le vendite sono in totale calate del 4%, mostrando un forte calo nel 2009-2011 e un recupero nel corso degli ultimi 2 anni.
  • Passiamo alle tendenze per categoria. I vini fermi sono a +3.4% sull’anno e hanno mostrato un andamento stabile nel corso dei trimestri, con un riassorbimento del calo dei volumi, che alla fine dell’anno sono giù del 6%, dopo il calo del 3% del 2012.
  • All’interno della categoria dei vini fermi, i vini di qualità hanno una tendenza molto simile, ma con volumi sostanzialmente stabili e un effetto prezzi del 4% circa. A guidare il calo dei volumi sono i vini IGT, che invece perdono il 10% e i vini comuni, giù dell’8% nel corso dell’anno. Mentre però le vendite a valore dei vini IGT non si muovono, quelle dei vini comuni hanno beneficiato di un pesante effetto prezzi che ha portato il fatturato in crescita del 7% circa. Il calo cumulato dal 2007 a questa parte delle vendite in GDO di vini comuni (a volume) assomma al 17%.
  • Concludiamo con gli spumanti, dove il quarto trimestre è particolarmente importante. Essendo arrivati a fine settembre con una crescita del 7% e avendo terminato l’anno a +4.6% si può senza sbagliarsi di molto stimare che il trimestre chiave, il quarto, sia stato all’incirca stabile, forse +1%, a causa di un rallentamento dei volumi, che sarebbero cresciuti soltanto dell’1-2%. Anche per questa categoria, quindi, l’apporto delle vendite all’estero sta diventando l’unico driver di crescita.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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