Le esportazioni italiane di vino – aggiornamento maggio 2013

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Le esportazioni di maggio 2013 sono andate bene e questa è una buona notizia, nell’ambito di una serie di fattori esterni che non stanno aiutando il settore. Da un lato, la dinamica dei cambi sta favorendo alcuni paesi grandi esportatori, come l’Australia, nello stesso tempo mettendo in leggera difficoltà il nostro prodotto. Dall’altro lato, i volumi di vino da esportare scarseggiano (da cui il calo dei volumi spediti, che continua). Il quadro generale però resta buono, con un mese importante come Maggio in cui le esportazioni crescono del 7% a 442 milioni quando invece le esportazioni “totali” italiane erano scese dell’1.5%. Potremmo essere di fronte a una situazione più difficile nei prossimi mesi: ISTAT ha dichiarato lo scorso venerdì che le esportazioni totali sono scese del 2.7% in Giugno, quindi accentuando il calo di maggio. Vedremo se lo stesso applica al vino. Per ora entriamo nel dettaglio dei numeri.

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  • Le esportazioni di maggio crescono del 7.5% nel mese a 442 milioni di euro, portando il totale annuo per i primi 5 mesi a 1.9 miliardi di euro, +9.3%. In ragion d’anno, quindi sugli ultimi 12 mesi, viene raggiunto il picco storico di 4.8 miliardi di euro di esportazioni, +7.6% sui 12 mesi precedenti.
  • I volumi continuano a scendere. In maggio il calo è del 5% a 1.8 milioni di ettolitri, il che significa 8.2 milioni esportati da inizio anno e un totale di circa 20.8 milioni sui 12 mesi. Nei primi 5 mesi dell’anno si sono persi circa 300mila ettolitri rispetto al fine anno 2012.
  • Il trend divergente volumi e valori porta al conseguente incremento del prezzo mix. Siamo a circa 2.46 euro per kilo a maggio e 2.31 in ragione d’anno in crescita tra il 13% (mensile) e il 15% (annuo).
  • Entrando brevemente nelle categorie, mi sembra di poter denotare un indebolimento di alcuni mercati fortemente influenzati dai cambi, come il Giappone o il Canada dove per ora si parla soltanto di uno “stop” alla crescita delle esportazioni. Questa forse è la novità più significativa che influenza tutte le categorie.
  • Nei vini imbottigliati si sta stabilizzando il Regno Unito, che aveva subito qualche calo nei mesi scorsi, mentre sia USA che Germania crescono del 3-5% nel mese. Il saldo di maggio è un +4% dei valori a fronte di un -6% nei volumi, un valore più accentuato di quelli visti nei mesi precedenti.
  • Nei vini sfusi i volumi continuano a calare (-10% a 525mila ettolitri nel mese), ma a fronte di un incremento del prezzo di vendita del 30%, per cui si conferma un incremento vicino al 20%, sempre principalmente derivato dalla Germania.
  • Nei vini spumanti il principale comparto in crisi, quello dell’Asti, si riprende questa volta per un’anomala spedizione da 2 milioni di euro in Francia. Quello che conta però sono i numeri finali. Tutti gli spumanti crescono del 22% a valore e del 20% a volume, con Asti e DOP in primo piano e il resto dei prodotti stabili.
  • Augurandovi buone vacanze vi lascio con uno “spotlight” sulla Germania, dove potete vedere il calo dei volumi di spumante e la forza sia del vino sfuso che di quello imbottigliato.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

3 Commenti su “Le esportazioni italiane di vino – aggiornamento maggio 2013”

  • Tommaso

    Buongiorno, vorrei chiedere: si può affermare che il mercato del vino italiano in Cina sia saturo? Esiste ancora possibilità di crescita nelle esportazioni?

  • bacca

    Buongiorno Tommaso, io credo che la Cina sia un mercato con delle potenzialita’ immense, dato che viene consumato circa 1 litro di vino procapite. Detto questo e’ necessario per l’Italia un approccio particolare perche’ in quel paese non esiste una cultura del cibo e del vino italiano come in altri mercati come la Germania, gli USA o il Canada. Per questo, approcciare il mercato cinese significa avere dei marchi forti, lavorare lungamente e duramente sull’educazione del consumatore. I francesi l’hanno capito e fatto prima di noi, oltre ad essere il chiaro punto di rifermento nel mondo per il vino di qualita’.
    Per cui no, l’Italia ha spazi molto significativi in Cina (come tutti, e soprattutto il prodotto locale). Bisogna trovare la chiave giusta…

    bacca

  • Tommaso

    Grazie per la risposta esauriente. Mi sento ancora più stimolato a perseguire i miei obiettivi in questo campo. Credo sia importantissimo che l’Italia non punti all’esportazione di grandi volumi, visto la forte concorrenza,ma si batta per l’affermazione della qualità, data anche dalla grande varietà di vitigni.

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