Esportazioni di spumante italiano – dati primo trimestre 2013

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Le esportazioni di spumanti hanno ripreso a correre nel mese di marzo, per chiudere il primo trimestre in crescita del 20% a 130 milioni di euro. Con questa performance, su base annua lo spumante italiano raggiunge 646 milioni di euro di esportazioni (+15%) su circa 1.9 milioni di ettolitri di volume esportato (stabile). All’interno di questo quadro ci sono diverse tendenze da sottolineare, la più importante delle quali è certamente il rimbalzo delle esportazioni di Asti spumante in Russia, dove sembra essersi assestato il sistema distributivo. Se la Russia sembra un problema in fase di risoluzione, l’Asti deve ora vedersela con il cambio di direzione delle esportazioni in Germania e Stati Uniti… ma vediamo i dettagli per tipologia.


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  • Le esportazioni di Asti spumanti crescono del 30% nel trimestre a 27 milioni di euro, con un volume esportato di circa 80mila ettolitri nel trimestre. In ragione d’anno (quindi aprile 2012-marzo 2013), le esportazioni sono ancora in leggero calo (-2% a 160 milioni) a fronte di una riduzione dei volumi del 12% (a 500mila ettolitri). L’andamento è fortemente condizionato dalla Russia, che si conferma il secondo mercato per valore e che lo scorso anno praticamente non aveva contribuito. Se togliessimo la Russia le esportazioni sarebbero ancora in terreno positivo, di poco (+5%). Gli altri due mercati importanti, la Germania e gli USA sono in calo del 32% e del 6% rispettivamente sul primo trimestre 2012. Tale andamento ricalca la performance sugli ultimi 12 mesi, che vede le esportazioni tedesche scendere del 18% e quelle americane del 16%.
  • Gli spumanti DOP, quindi Prosecco (soprattutto) e metodi classico, proseguono la corsa in crescita del 30% nel trimestre e del 28% in ragione d’anno. Misurati sui 12 mesi, i DOP rappresentano ormai il 44% delle esportazioni di spumante contro il 26% dell’Asti. L’andamento sembra essere sempre più spinto dai volumi (+23% nel trimestre a 190mila ettolitri, oltre il 52% del volume totale del trimestre), con un prezzo medio di vendita in crescita del 5% circa. Stati Uniti e Regno Unito sono i due mercati chiave, dato che contano per quasi metà del totale. Senza il loro contributo il 30% “diventerebbe” un +12%.
  • Se allarghiamo il campo a 2 anni (quanto consentito dalla attuale suddivisione), possiamo chiaramente constatare come siano diversi i driver dietro alle categorie. Nel caso dell’Asti, export stabile con un incremento del 60% del valore unitario e calo del 40% dei volumi. Nel caso degli spumanti DOP un incremento del 75%, composto dal 53% di volumi e dal 15% di prezzo mix. Se i trend continuano, potremmo presto trovarci di fronte a un rallentamento degli spumanti DOP (quanto possono ancora crescere i volumi???) e a una “nuova giovinezza” dell’Asti. Vedremo.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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