USA – vendite al dettaglio di vino – aggiornamento 2012

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Dopo un paio di anni di assenza, riprendiamo il commento del mercato americano sui dati pubblicati da Wineinstitute.org, a loro volta presi da uno studio di Jon Fredrikson of Gomberg, Fredrikson & Associates in Woodside. Il mercato americano resta molto ben intonato sia in termini di volumi che in termini di valore. Nel 2012, il valore al dettaglio del mercato americano è stimato a 34.6 miliardi di dollari, a sua volta suddiviso tra circa 22 miliardi di vini californiani e 12.6 miliardi di dollari per il resto del mondo. I dati però ci dicono qualcosa di più. Il vino californiano sembra aver intrapreso la strada della qualità. Anche se la quota di mercato a volumi continua a scendere (58% nel 2012), la quota a valore sembra aver ripreso a crescere dopo un lungo declino (a favore dei prodotti importati) e una fase di stabilizzazione tra il 2007 e il 2011. Vediamo i dati in dettaglio.


 

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  • La commercializzazione dei vino in USA ha raggiunto le 360 milioni di casse da 9 litri, equivalenti a 32.4 milioni di ettolitri, con una crescita del 2.4% rispetto al 2011 e del 2.8% annuo nel quinquennio. A ciò si accompagna un incremento del 2.7% del prezzo medio di vendita (10.7 dollari al litro), che porta il mercato a un valore di 34.6 miliardi di dollari, in crescita del 5%.
  • Il 2012 è stato dunque un anno “buono” per il vino in USA. Dopo il “downtrading” della crisi del 2008-09 il prezzo è ritornato vicino al picco del 2007.
  • All’interno di questo quadro i vini californiani sono in controtendenza dal punto di vista dei volumi (-4% a 207 milioni di casse, cioè 18.7 milioni di ettolitri) ma non in termini di valore, dato che progrediscono (includendo le esportazioni) da 20.3 a 22 miliardi di dollari, con un balzo dell’8%.
  • Il mercato resta saldamente legato ai vini fermi da tavola, con una quota stabile intorno all’87% dei volumi, mentre i vini spumanti guadagnano molto lentamente terreno, raggiungendo un peso del 5% dei volumi totali.
  • La quota di esportazioni resta relativamente poco significativa, circa il 17% dei volumi, a riprova che il prodotto americano è adattato agli stili di consumo locali e ha difficoltà a penetrare all’estero. Va anche detto che negli ultimi anni le grandi aziende vinicole locali hanno tirato i remi in barca e si sono concentrate sul mercato locale, abbandonando i mercati europei dove alla difficoltà di essere “straniero” si aggiungeva un contesto di mercato non particolarmente incoraggiante.
  • Come dicevamo, con qualche calcolo possiamo arrivare all’andamento delle quote di mercato del prodotto californiano sul totale del mercato. La quota sui volumi è in costante calo, mentre la quota sui valori è di meno ovvia lettura. Certamente, la quota di volumi è calante, dovremmo essere intorno al 58%, mentre per la prima volta da molto tempo sembrerebbe che la quota di mercato sui valori sia cresciuta, dal 62% al 64%. Su questa conclusione pende la questione della precisione dei dati, dato che potrebbero essere sporcati dai valori di esportazione (che restano stabili, peraltro).
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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