Costi e margini dell’industria vinicola – aggiornamento primo trimestre 2013

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I margini per la filiera del vino sono in stabilizzazione nel primo trimestre 2013. Questo dato però, che elaboriamo sugli indicatori pubblicati da ISMEA, si riferisce al mercato italiano. Dato che siamo in una fase di graduale indebolimento delle esportazioni, essenzialmente guidato dalle minori disponibilità di volume, il clima di fiducia dell’industria vinicola italiana segnala un peggioramento nel corso del primo trimestre, sul livello peggiore mai registrato dalla crisi del 2008 a questa parte. Detto questo, sembra di assistere a una stabilizzazione su livelli elevati dei costi all’origine del vino e dei mezzi di produzione. Dato che i prezzi continuano a crescere (almeno in ottica annuale) siamo in un momento in cui la velocità dei costi e dei prezzi è simile e quindi i margini sembrano stabilizzarsi. Vediamo nel dettaglio.

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  • Il clima di fiducia dell’industria vinicola italiana è negativo a un valore di -15.6 (tra un range di -100 di pessimismo totale e +100 di ottimismo massimo), un livello peggiore del -13 rilevato a fine 2012 e, dobbiamo dire, il peggiore dai livelli da “fine del mondo” registrati a fine 2008.
  • C’e’ da pensare che tutto cio’ sia legato a una questione di export, perchè se è vero che il mercato italiano è in fase di forte deterioramento nei volumi, ci sono alcuni segnali di miglioramento rispetto alle tendenze dei costi delle materie prime e dei prezzi.
  • Più in dettaglio, il prezzo all’origine del vino segna un incremento sequenziale del 2% circa, a un valore indice di 170. Si tratta sempre di un +26% rispetto allo scorso anno ma la tendenza si sta attenuando. I prezzi dei vini comuni crescono in modo più marcato, +8% sull’ultimo trimestre e +32% sul primo trimestre 2012, mentre per i vini di qualità il numero indice segna un 124, il 3% in più di fine 2012 e un incremento del 14% rispetto allo scorso anno.
  • I prezzi di vendita sono invece in accelerazione. Il prezzo medio di vendita presso la GDO di 3.13 euro è certamente piu’ basso del fine 2012 (3.43) ma ci sono chiaramente significative stagionalità da prendere in considerazione, con il periodo natalizio. In ragione d’anno, il prezzo medio rilevato è del 14% superiore, un progresso ben superiore al 5% circa registrato lo scorso anno.
  • Di conseguenza, con prezzi dei mezzi di produzione stabili sul trimestre precedente, le “ragioni di scambio” dell’industria vinicola sembrano essersi stabilizzate nel primo trimestre 2013 dopo un deterioramento durato per tutto il  2012. Il nostro modello calcola un valore di “64”, praticamente uguale al “63” del Q4-12 e di molto sotto il “91” dello scorso anno.
  • Da ultimo, sembra essersi stabilizzato anche il rapporto tra il margine della fase agricola e quella della fase “industriale”, come conseguenza della graduale stabilizzazione dei costi delle materie prime.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

2 Commenti su “Costi e margini dell’industria vinicola – aggiornamento primo trimestre 2013”

  • Lorenzo Biscontin

    Ciao Marco, è possibile avere i valori assoluti invece che in numeri indici. Sto impostando un’analisi per valutare il ridimensionamento del settore vinicolo misurato sul valore aggiunto complessivo, al netto dei trasferimenti di valore aggiunto tra le diverse fasi della filiera(a spanne nei prossimi 5 anni prevedo da -10% a -20%).
    A titolo di cronaca ti segnalo che ho partecipato ad un incontro organizzatoda Unindustria Treviso sul mercato cinese. Il relatore italiano di una società con sede in Cina che fa sviluppo di business (normalmente per i settori metalmeccanici??) aveva delle ottime tabelle prese dal tuo post del 5/07/13, ma le fonti erano solo OIV,ISMEA, OEMV. Immagino la cosa non ti stipisca, ma così … per informazione.

  • Marco Baccaglio

    Ciao Lorenzo!
    Scusa il ritardo con cui ti rispondo. No, purtroppo ISMEA non fornisce i valori assoluti. Pero’: (1) i prezzi all’origine dei vini sono conosciuti e suddivisibili tra igt/doc/comuni con una buona prospettiva storica (almeno 3-4 anni), in valore assoluto; (2) le vendite al dettaglio sono disponibili in valore assoluto per gli ultimi 2-3 anni.
    Invece, ISTAT intorno al mese di luglio pubblica una tabella con il valore aggiunto complessivo dell’agricoltura, dove trovi dei valori in milioni di euro in valore assoluto. Sto aspettando i dati del 2012 ma trovi un post per ogni anno.. si chiama “Valore della produzione vitivinicola e di vino – aggiornamento ISTAT 2010”, per esempio.

    Cina e fonte dei dati: che cosa ci vuoi fare… vorra’ dire che quando saro’ stanco e smettero’ di fare il blog la mia assenza non verra’ notata!

    un caro saluto e un giorno spero di riuscire a venirti a trovare!

    bacca

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