USA – esportazioni di vino, aggiornamento 2012

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In un anno meno ovvio del solito per gli americani, sia per la forza del dollaro contro l’euro che per la minore disponibilità di volumi, l’export è comunque andato bene e ha raggiunto nuovi picchi storici. Nel 2012, secondo i dati pubblicati dal Wine Institute, le esportazioni sono state in crescita del 3% a 1.43 miliardi di dollari nonostante una riduzione del 5% dei volumi a 4.25 milioni di ettolitri. Come già abbiamo avuto modo di commentare per i dati del Cile, anche in questo caso numeri tutto sommato equilibrati nascondono grandi variazioni al loro interno. Quello che succede agli USA è la stessa cosa che capita agli altri paesi del nuovo mondo il cui prodotto sta diventando maturo: non si cresce più a volume ma solo a prezzo-mix, non si cresce più “facilmente” nei mercati del vecchio mondo ma bisogna affacciarsi alle nuove destinazioni. Vediamo cosa è successo.


 

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  • Ripartiamo dai dati totali, che vedono l’export a 1.43 miliardi di dollari, in crescita del 3% e il 90% generato dai vini californiani. Rapportati al calo dei volumi a 4.2 miliardi di ettolitri, se ne deduce un prezzo medio di vendita di circa 3.4 dollari al litro, cui corrisponde un incremento vicino all’8% rispetto al 2011.
  • La geografia delle esportazioni USA continua a cambiare: l’Europa scende per la prima volta sotto il 34% del totale esportato (a valore), mentre il vicino Canada raggiunge la soglia del 30%. Soffermiamoci su questi mercati per capire cosa sta succedendo. In Europa le esportazioni crescono in Germania (+6%) e UK (+6%) e vanno bene in Svezia (+14%). Non essendoci commenti negativi pare evidente che tutto il resto d’Europa sia stato pressoche’ un disastro per gli USA.
  • In Canada, invece, il prodotto brilla in un mercato dove gli USA hanno un gioco più facile dal punto di vista del cambio, data la storica svalutazione del dollaro americano contro quello canadese. Non ci sarebbe da stupirsi, viste le pessime prospettive macro (e di consumo di vino) europee che nel 2013 ci sia lo storico sorpasso del Canada sull’Europa!
  • L’Oriente non sta più andando come un tempo, Cina e Hong Kong insieme sono sotto il 2011 come valore dell’export (188 milioni contro 225) a causa del crollo del 30% delle esportazioni a Hong Kong, mentre stanno diventando sempre più importanti le nuove aree del sud est asiatico che forse sono meno ovvie dal punto di vista del consumo di vino: spuntano il Vietnam, dove vengono spediti 27 milioni di dollari di vino all’anno, la Corea del Sud dove gli USA fatturano 16 milioni di dollari, Taiwan, che cresce del 20% e più a 11 milioni di dollari.
  • Se guardiamo ai volumi, le cose sono un po’ diverse, dato che gli USA sono ancora strettamente legati all’Europa per il prodotto di bassa qualità, dato che a fronte del 30% dell’export a valore ben in 54% del totale arriva nel nostro continente e soltanto il 18% va a finire in Canada. Un’altra ragione per presumere che il mercato canadese un giorno o l’altro supererà quello europeo.

 

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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