La valutazione delle aziende vinicole quotate – gennaio 2013

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Questo post si gioca sul mio campo, quello della Borsa e dei mercati azionari. Diciamo subito che le valutazioni delle aziende vinicole, in media, non sono cambiate di molto da un anno a questa parte. In altre parole i multipli degli utili attesi nel 2013 in questo momento sono piuttosto simili a quelli deglli utili attesi nel 2012 un anno fa. Ci sono però alcuni se e alcuni ma, dato che se la media è simile i componenti non sono così allineati. La novità più significativa è sicuramente relativa a Constellation Brands, che con l’operazione nella birra ha fatto crescere la sua capitalizzazione di borsa in modo significativo. Per quanto riguarda gli altri, il valore di mercato è cresciuto, ma sono anche cresciuti gli utili che il mercato si attende per quest’anno (rispetto al 2012) e quindi i multipli borsistici sono piuttosto allineati. In linea generale, le 10 aziende che fanno parte di questo campione valgono oggi in borsa 10.2 miliardi di euro rispetto a 7.9 miliardi dello scorso anno, ma questo “plusvalore” è quasi completamente dovuto al forte incremento di valore di Constellation Brands. Andiamo nel dettaglio.

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  • In termini di valore di mercato, oggi Constellation Brands vale oltre 5 miliardi di euro contro i 3.2 dello scorso anno. Il secondo operatore nel settore, Treasury Wine Estates vale 2.3 miliardi, il 15% in più di un anno fa, mentre il valore di Concha y Toro è sceso da 1.2 a 1.1 miliardi di euro, circa il 10%. Dopo queste tre aziende (e io non includo le cinesi), vengono le europee a grande distanza, tutte largamente al di sotto del miliardo di euro di valore. Purtroppo, le grandi aziende europee sono molto diversificate (Remy Cointreau, Diageo, Pernod Ricard e Campari) e dunque sarebbe improprio includerle in queste classifiche.
  • La valutazione delle aziende che trovate in tabella vi indica un prezzo utili rispetto al 2013 di 17 volte circa, che diventa 14 volte per le aziende della Champagne e per le piccole.
  • Invece, guardando al valore di impresa (quindi valore di mercato e debito) contro i parametri operarativi, il multiplo sulle vendite si aggira sulle 2 volte per le grandi aziende e 2.3 volte per le aziende della Champagne, mentre il panorama appare molto più volatile per le piccole aziende.
  • Il parametro del valore d’impresa rispetto all’utile operativo, proabilmente il più interessante perchè “neutralizza” almeno in parte i diversi modelli di business, viaggia sulle 14 volte per le grandi aziende, 16 volte per i player della Champagne e meno di 10 volte (se si esclude il multiplo di Advini) per le piccole aziende.
  • Come si sono mosse le valuazioni nel tempo? Come dicevamo il grande movimento all’insù viene da Constellation Brands, mentre le altre aziende si sono mediamente svalutate (soprattutto Concha y Toro) oppure sono rimaste all’incirca allo stesso livello (nel caso delle aziende della Champagne).
  • Come leggere questi dati? La percezione di chi vi scrive è che il settore vino non è un settore da “bull market”, che va molto bene quando le borse vanno bene. I ritorno sono piuttosto costanti, il mercato cresce ma in modo costante e moderato, le acquisizioni sono difficili e molto costose (quindi lunghe da digerire). Certamente il 2012 è stato eccellente sia per Cbrands che per Treasury Wine Estates. Vedremo che cosa succede nei prossimi mesi!

 

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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