Nosio – risultati e analisi di bilancio 2011-12

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Il bilancio 2012 di Nosio che andiamo a commentare oggi è foriero di diverse buone notizie (Nota: si tratta come ogni anno del bilancio d’esercizio, quindi non consolidato). Il fatturato italiano ha tenuto, quello estero è cresciuto e i margini sono in miglioramento. Dal punto di vista finanziario, il debito scende un pochino grazie al contenimento del capitale circolante mentre gli investimenti riprendono a crescere sullo scorso anno. Nonostante la crisi italiana, Nosio sta performando bene e i commenti sul bilancio relativi al nuovo anno parlano di ottima qualità dei prodotti, ma lasciano anche trasparire fiducia sul fatto che probabilmente anche l’annata 2012/2013 possa essere soddisfacente. Andiamo nei numeri.


  • Le vendite superano la soglia dei 100 milioni per la prima volta, a 105 milioni di euro, con una crescita del 5.2%, che si compone di un +2.5% in Italia e un +6.7% all’estero, rispettivamente a 38 e 67 milioni di euro. Nosio resta tipicamente esposta ai vini fermi in bottiglia che hanno fatturato nel 2012 83 milioni di euro, in crescita del 3%, mentre rimbalzano del 27% le vendite di vino sfuso (10 milioni) e sono in leggero calo quelle di spumante (-2%).
  • I margini sono migliorati, riavvicinandosi ai livelli di qualche anno fa. La struttura dei costi sta cambiando leggermente, anche in relazione al mix del fatturato probabilmente. I costi di acquisto delle materie prime sono scesi dal 71% al 69% del fatturato, mentre i servizi esterni salgono di 1 punto percentuale a sfiorare il 15%. I costi del personale sono stabili in valore assoluto (e quindi scendono in relazione alle vendite). Il risultato finale è un MOL di 11.5 milioni (sarebbe 11.3 togliendo le svalutazioni crediti), che corrisponde all’11%  del fatturato. La crescita del 22% diventa del 30% a livello di utile operativo (6 milioni), dato che gli ammortamenti crescono meno del MOL. Sotto la linea operativa, ritornano su livelli normali gli oneri finanziari e quindi l’utile netto resta allineato al 2011, dopo aver pagato tasse per una aliquota del 41%.
  • Dal punto di vista finanziario, il debito cala a 62 milioni di euro da 65 dell’anno scorso. Nosio ha generato 8 milioni di euro dall’attività, ha ridotto il capitale circolante di 5 milioni (da 27 a 22 milioni). Questi 13 milioni di euro sono stati investiti in attrezzature per 6 milioni, mentre due milioni se ne sono andati in dividendi (largo circa uguale allo scorso anno). Il debito rapportato al MOL e a 5.4 volte, un livello ancora elevato ma in miglioramento rispetto al 2010-11, quando eccedeva un rapporto di 6.
  • Infine, facciamo il punto sul valore delle azioni Nosio, che è un’azienda “similquotata” nel senso che il valore delle azioni viene calcolato tutti gli anni per consentire ai soci di comprare e vendere. Nel 2012 gli scambi di azioni sono avvenuti a un valore 315 euro, che corrispondono a 94 milioni in termini di valore di mercato (circa il 20% in più del patrimonio netto). Se valutiamo con lo stesso parametro (1.2 volte il valore di libro) i 19 milioni euro di partecipazioni (la maggiore in Sicilia, quindi per un valore totale di circa 23), arriviamo a un capitale investito rettificato (per le partecipazioni non consolidate e quindi pienamente confrontabile con l’utile operativo) di 117 milioni, rispetto ai 140 del bilancio. Di qui, un ritorno sul capitale intorno al 5% (il grafico che metto quest’anno contiene questa rettifica anche per il passato). Siamo ancora sotto il livello naturale del 7-8% ma cominciamo senz’altro a rivedere dei numeri interessanti.

 

 

Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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