La classifica dei marchi industriali del vino – The Power 100 drink brands

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La classifica che vi presento oggi è redatta da una società di consulenza chiamata “Intangible business”, che si occupa di consulenze nel campo dei marchi e che redige un ranking annuale relativo ai grandi marchi del settore delle bevande alcoliche, mischiando vino e superalcolici. Ho estratto i numeri relativi ai marchi del vino. Diciamo subito che rispetto alla classifica che pubblico con il Liv-ex qui stiamo parlando di un’altra categoria, cioè dei grandi marchi del mondo del largo consumo di qualità e non dei grandi vini.  Oggi guardiamo i numeri del 2012, mentre in un secondo post natalizio magari analizzeremo come si sono mossi nel tempo alcuni parametri dei grandi marchi del vino. A premessa, dovete considerare che questa è una classifica internazionale  con una forte influenza anglosassone.

Passiamo ai dati e diciamo che nel 2012 (ma anche negli anni precedenti) il marchio più famoso nel mondo del vino secondo la classifica è Gallo, che occupa il n.14 nella Power100, guidata da Smirnoff, Johnnie Walker, Bacardi e Martini (il Vermouth però). Segue Concha y Toro, n.16, Moet & Chandon al 17 e  Veuve Cliquot al 27esimo posto. Poi Robert Mondavi, Hardy’s, Yellow Tail e la spagnola Freixenet. Prima conclusione: il primo marchio europeo non sparkling wine è Torres Wine ed è spagnolo. E’ anche l’unico, mentre certamente spicca la posizione di Concha y Toro. Questo ci dice ancora una volta che il mercato del vino fermo di qualità di volume significativo è guidato da aziende del nuovo mondo, e che non ci sono oggi marchi nel vino fermo in Europa che siano in grado di raggiungere le prime 100 posizioni tra i marchi degli spirits. Naturalmente si tratta di una visione di questa consulting house…

La classifica si suddivide poi su diversi parametri come il valore del brand, sul potenziale di crescita, sul valore della tradizione e sulla percezione del brand. Sulle prospettive di crescita, secondo Intangible business, sono 3 spumanti a guidare, Veuve Cliquot (io ho qualche dubbio in merito, ma è una mia percezione), Martini Sparkling e Nicolas Feuillatte, la cooperativa dei produttori di Champagne.

Nella classifica della tradizione dei marchi sono chiaramente gli europei a guidare la classifica, con i marchi di Champagne l’Italia con Martini Sparkling, mentre i primi marchi extraeuropei sono Blossom Hill di Diageo e Gallo. Il marchio australiano con più tradizione secondo lo studio è Hardy’s.

Passando invece alla percezione del marchio, la classifica è ancora guidata da Moet & Chandon, ma a ruota c’è Concha y Toro e Robert Mondavi. Ciò ci porta alla considerazione che se è vero che la tradizione è europea e che ha un valore, è vero che chi fa gli investimenti giusti riesce a far passare il suo messaggio nel modo migliore. Soltanto lo Champagne Moet & Chandon riesce a mantenere la medesima posizione nelle due classifiche, quella della percezione e quella della tradizione. Invece tutti gli altri sono indietro, come è vero che molti dei marchi del nuovo mondo sono avanti.

 

 

 

Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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