Costi e margini del settore vinicolo – aggiornamento primi 9 mesi 2012

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Fonte: ISMEA

Il terzo trimestre è normalmente quello del “cambio campagna” per i vini, come ISMEA sottolinea nel suo commento. Si apre la nuova stagione e quindi la lettura dei dati diventa forse più interessante. Ancora più interessante è che i dati ci introducono a un possibile cambio di tendenza. Il principale commento di questo post degli ultimi trimestri è stato incentrato sull’incremento dei costi delle materie prime e sulla impossibilità per i trasformatori di trasferirlo interamente nei prezzi di vendita, soprattutto nel mercato italiano. Questo trimestre è il primo dove la situazione “non si deteriora più” in termini sequenziali, pur restando pesante se confrontata con l’anno precedente. Forse anche per questo motivo, e qui mi riferisco al primo grafico, l’indicatore di di fiducia nel settore ha segnato un valore positivo per la prima volta da diversi trimestri a questa parte, passando da un indice di -6 a un indice di +11. Entriamo nei dati.


  • I costi di produzione dell’industria stanno ancora crescendo su base annua. Siamo intorno a un incremento annuo del 30% del costo della materia prima, a sua volta suddiviso in un incremento del 37-38% per i vini comuni e IGT e  del 12% circa per i vini di qualità.
  • Come dicevamo sopra, se visti sequenzialmente questi dati cominciano a mostrare un segnale di inversione nei vini comuni, che sono stati fortemente inflazionati dalla effettiva riduzione del volume produttivo e anche dalla speculazione relativa a una nuova vendemmia di nuovo molto povera.
  • I prezzi dei mezzi produttivi sono invece stabili, ormai da un paio di trimestri. In questo caso è facile pensare subito al prezzo dei prodotti energetici che non è incrementato ulteriormente. Secondo il rapporto ISMEA, questo indicatore è a -0.2% in termini sequenziali e in crescita dell’1.7% se si guardano ai primi 9 mesi dell’anno.
  • I prezzi di vendita sono invece cresciuti secondo ISMEA del 6% rispetto all’anno scorso nel terzo trimestre, accelerando rispetto al +4% del secondo trimestre.
  • Questo ci porta ai grafici finali, dove guardiamo ai margini della filiera vinicola e a come sembrano distribuirsi tra “agricoltori” e “trasformatori”. In generale, il margine dell’attività sembra segnare un primo miglioramento, dopo un deterioramento che dura da fine 2010. E’ ancora molto limitato, e comunque restiamo ben sotto il medesimo periodo dello scorso anno. Nel particolare, sembra che rispetto ai precedenti trimestri del 2011 il deterioramento delle ragioni di scambio di chi compra uva/vino e la trasforma/vende si sia fermato, di conseguenza fermandosi anche il miglioramento delle ragioni di scambio dell’agricoltore.
Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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