Importazioni di vino a Hong Kong – aggiornamento 2011

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Raddoppiamo o dimezziamo? I dati 2011 sulle importazioni di vino di Hong Kong relative al 2011 (in dollari) mettono in luce una realtà bifronte: il vino italiano sta crescendo ma gli altri sembrano andare meglio. Risultato? Le quote di mercato del nostro prodotto tra il 2006 e il 2011 si sono dimezzate pur esportando 6 volte di più di 5 anni fa. Due puntualizzazioni vanno fatte a questo punto della discussione: (1) il vino esportato a Hong Kong viene parzialmente rigirato in Cina, motivo per cui trovate due tabelle, una con le importazioni nette (cioè del vino che non viene riesportato) e una con le importazioni lordo (cioè del vino che viene esportato a Hong Kong, indipendentemente da dove va dopo. Per valutare il mercato di Hong Kong, il dato più importante è il primo; (2) Hong Kong è un mercato dove operano i mercanti inglesi, che esportano ogni tipo di vino, e quindi non sappiamo esattamente che cosa c’è dentro quella categoria “other”, altri. Di certo, sono vini che se italiani figurano nelle esportazioni dell’Italia verso il Regno Unito e, in misura minore, verso la Svizzera. Passiamo ad analizzare i dati…


 

  • Hong Kong ha importanto nel 2011 455mila ettolitri di vino per un valore di 1.2 miliardi di dollari, con una crescita del 23% a volume e del 40% a valore. Di questo, circa 285mila ettolitri e 970 milioni di dollari sono rimasti in loco, cioè non ri-esportati, presumibilmente in Cina. Quindi, circa l’80% delle importazioni di vino non vengono ri-esportate.
  • La crescita delle importazioni, e quindi del mercato locale, è stata dell’8% a volume e del 40% a valore. Il prezzo medio di importazione del 2011 è stato elevatissimo, circa 34 dollari al litro. Si tratta di un mercato essenzialmente di vini rossi, dato che rappresentano il 96% delle importazioni totali a valore.
  • Con un mercato di grande qualità e di vini rossi, i francesi naturalmente ci vanno a nozze. Le esportazioni dirette della Francia non riesportate sono balzate del 52% nel 2011 a 570 milioni di dollari, con un volume in crescita del 30% a 100mila ettolitri. Se l’import medio va a 34 dollari al litro, quello francese è stato in crescita vertiginosa e ha raggiunto il valore record di 57 dollari al litro. Per intenderci si tratta di un valore 9 volte superiore ai 6 dollari  del 2006.
  • Sono numeri che fanno rabbrividire quando confrontati a quelli dell’Italia, le cui esportazioni dirette a Hong Kong (non riesportate) sono state di 24 milioni di euro (+40%) per 19mila ettolitri (+9%), con un prezzo medio pur elevato di 13 dollari al litro. L’Italia ha una quota di mercato del 6.6% a volume e del 2.5% a valore nel 2011 (stabili sul 2010), contro il 4.2% e il 6% del 2006. Qui si legge il problema italiano, non di volume ma di valorizzazione del prodotto: l’Italia non sta perdendo posizioni nelle esportazioni a volume, sta perdendo sul prezzo unitario esportato.
  • Che cosa fanno gli altri? L’Australia è stata superata dagli USA nella classifica del valore esportato (resta terza dopo l’Australia nel volume), più per colpa degli australiani che crescono meno del mercato. Il Cile invece ha registrato un calo del 20% dei volumi, con un valore stabile. In un mercato così fortemente orientato verso l’altissima qualità il prodotto cileno presumibilmente si trova in difficoltà a superare certe soglie quantitative.

 

Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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