Constellation Brands – risultati primo semestre 2012

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I risultati del secondo trimestre di Constellation Brands hanno favorevolmente impressionato gli investitori (+4% dopo l’annuncio, in un anno glorioso per l’azienda, che ha visto le azioni salire del 75% a inizio anno…). Sebbene i numeri dichiarati non mostrino alcuna crescita (anzi gli utili scendono per una serie di problemini non ricorrenti) e il sentiero di recupero dei margini sembra essere giunto al capolinea (vedi grafico relativo), sotto la cenere qualcosa si sta muovendo dal punto di vista dei volumi: nel secondo trimestre, i volumi di vendita sono ripartiti e questa volta sono supportati da dei dati di vendita (quelle che si chiamano depletions) piuttosto positivi. Ciò ha supportato un aumento delle stime di utile per azione 2012-13 dell’azienda da USD1.93-2.03 a USD2.00-2.10, quindi del 3% circa. Considerato i numeri del primo semestre, dovremmo quindi vedere un significativo incremento dei profitti nella seconda parte dell’anno. Andiamo ai numeri.

  • Le vendite sono cresciute nel secondo trimestre dell’1% a 699 milioni di dollari. A ciò ha contribuito un effetto cambi e perimetro (acquisizione di Mark West e aumento della quota in Ruffino). Le vendite organiche sarebbero quindi stabili e quindi guardando all’aumento dei volumi del 4% (da 15.7 a 16.3 milioni di casse), ne deriva un effetto negativo del prezzo mix del 4%.
  • Dal punto di vista delle aree geografiche, poco si dice, però da qualche piccolo calcoletto si può derivare che dei 16.3 milioni di casse circa 3.8 sono vendute fuori dagli USA e che lo scorso anno erano di nuovo 3.8 milioni. Quindi nel secondo trimestre tutta la crescita è stata “americana”
  • I volumi e le vendite stanno andando decisamente bene. Nel secondo trimestre le cosiddette depletions sono in crescita del 7.6% in USA e dell’11.5% se si considerano soltanto i brand che loro considerano importanti (circa il 70% dei volumi americani, cioè 8.6 milioni di casse dei 12.5 venduti sul mercato).
  • I margini stanno incominciando a soffrire per le forti politiche promozionali introdotte dal gruppo. Infatti, nel secondo trimestre il margine industriale a 285 milioni di dollari si mantiene intorno al 41% del fatturato come lo scorso anno (esattamente come il primo trimestre quando CB aveva riportato 39.5%, uguale al primo trimestre 2011) ma le spese commerciali crescono del 12%, facendo scendere l’utile operativo del 10% e il margine del trimestre dal 21% al 19%.
  • Se guardiamo i margini da un punto di vista “annuale” potete accorgervi come a partire dalla fine del 2011 Constellation Brands abbia abbandonato la strategia di migliorare il mix per cominciare a spingere l’acceleratore sulla crescita, anche a costo di sacrificare un po’ di margine. Vedremo se questa strategia avrà successo.
  • La parte finanziaria non da luogo a particolari commenti. L’azienda si sta preparando a comperarsi Crown Imports e ha rinegoziato tutto il debito a lungo termine, da cui un aumento degli oneri finanziari da 44 a 55 milioni di dollari che ha depresso ulteriormente l’utile netto (nonostante minori tasse). Il debito è 3.2 miliardi di dollari contro 3.3 miliardi del primo trimestre. Come detto l’azienda ha smesso di comprarsi azioni proprie e, anzi, ha incassato circa 100 milioni di dollari per l’esercizio delle stock options dei dipendenti e manager che hanno visto salire il prezzo del titolo.

 

 

 

 

Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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