Esportazioni di vino italiano – dati primo semestre 2012

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Oggi aggiornamento quasi in tempo reale sulle esportazioni di vino a giugno 2012 che sono state pubblicate giusto qualche ora fa. I dati non “sorprendono” rispetto alle evidenze dei mesi precedenti: i volumi continuano a calare in doppia cifra a causa del crollo delle esportazioni di vino sfuso a basso prezzo (dato che i fatturati tengono), mentre le vendite di vino imbottigliato e ancor di più quelle di spumanti segnano dei rassicuranti segni positivi sul mese di giugno (+7% e +22% rispettivamente). Il semestre, per dare due numeri chiude a 2153 milioni di euro di export, in crescita del 7.2% sul 2011 medesimo periodo, con volumi in calo dell’11% a 10.3 milioni di ettolitri. Il prezzo medio è cresciuto di conseguenza del 20% a circa 2.1 euro al chilo. Entriamo in dettaglio.


  • Nei vini imbottigliati il semestre segna 1.7 miliardi di euro, +6.6%, in fase di leggero rallentamento (siamo ancora sul piede del +8% nei 12 mesi). Tale rallentamento è conseguenza dei volumi, che sono in calo dell’1% a 6.3 milioni di ettolitri. Tra i 10 più importanti mercati soltanto Danimarca e Paesi Bassi sono in negativo, anche se va detto che la crescita del 6% e più va ascritta agli ottimi risultati dei mercati importanti ma secondari: il trio Germania-USA-UK infatti, che rappresenta quasi 1 miliardo di euro di export è cresciuto del 4%, a significare che tutto il resto delle nazioni sono salite del 10%. I volumi dicevamo non crescono più, anzi: nel mese di giugno il calo si accentua al 4%, con USA e Germania che entrano in una tendenza negativa che sembra ripetersi da qualche mese.
  • I vini sfusi stanno vivendo una vera trasformazione. Nel semestre i volumi calano a 3.2 milioni di ettolitri, -24%, mentre le vendite crescono del 6% a 212 milioni, da cui ne consegue un enorme balzo del prezzo mix, +40%. Va detto che il prezzo di 0.66 per chilo resta molto basso. Qui a segnare il passo sono tutti i paesi, se guardiamo i volumi, eccetto la Svezia, dove credo ci sia qualche “imbottigliamento remoto” da prendere in considerazione. Dalla tabella è interessante notare due cose: (1) stanno calando soprattutto i paesi dove non si capiva perché bisognasse spedire tanto vino (Rep. Ceca su tutti), il che significa che stiamo eliminando delle destinazioni di “sfogo”; (2) è apparsa sulle statistiche annue la Cina come decimo mercato a valore con 10 milioni di euro, che nei vini imbottigliati (a 56 milioni) è ancora ben fuori dalla top10.
  • I vini spumanti, cui dedicheremo un post più dettagliato la settimana prossima, continuano a essere il segmento a “crescita veloce” dell’export, con un +12% a valore, che si compone di un calo del 10% dei volumi e una ripresa del 25% del prezzo medio. Oltretutto, i dati di giugno mostrano una ri-accelerazione rispetto ai mesi precedenti quando qualche dubbio sulla sostenibilità di tanta espansione. I numeri sono un po’ ballerini ma visivamente sembra che Germania e USA stiano perdendo mordente in termini di crescita (ora viaggiano intorno ai 100 milioni di euro annui ciascuno); per contro, la Russia ha ripreso a crescere forte, e sta rapidamente riprendendo quota 50 milioni (annui). Per fortuna sono ripartiti forte il Regno Unito, ma anche Giappone e Svizzera.
Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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