Cottin Freres – risultati 2011

nessun commento
Print Friendly, PDF & Email

A guardare I bilanci di Cottin Freres degli ultimi anni appare piuttosto chiaro che alcune aziende vinicole sono meglio analizzabili dal punto di vista della gestione del patrimonio immobiliare che non dei risultati economici. Nel caso di Cottin Freres, i profitti non rendono conto del grande beneficio che i suoi azionisti hanno incassato nel 2011 (10.4 milioni di euro) a fronte della vendita di alcune attività a Mersault per 12 milioni di euro. Proprio questa operazione ha consentito anche di chiudere il bilancio 2011 con un utile di 1.3 milioni di euro, che altrimenti sarebbe stato di poco in rosso. L’evoluzione dell’attività nel corso del 2012 non lascia spazio alla fantasia: le vendite del trimestre chiuso a dicembre erano in calo del 3% circa (anche se a causa della cessazione di vendite promozionali a basso margine). Ma per ora proviamo ad analizzare insieme i dati al 30 settembre 2011.


Le vendite 2011 sono in crescita del 5% a 31.9 milioni di euro. I due mercati che hanno consentito tale risultato sono stati il Giappone e l’Europa continentale, cresciuti rispettivamente del 14% e 13%. La Francia e gli altri paesi asiatici sono in crescita del 6% circa, mentre gli USA sono rimasti stabili e il Regno Unito è calato del 6%. Visti in ottica di lungo termine, nell’ultimo grafico che vi propongo sul post, potete apprezzare quali siano stati i “buoni” e i “cattivi” mercati per Cottin Freres nel corso degli anni: tra i primi il Giappone e il Regno Unito, tra i secondi certamente l’Europa ma anche gli USA, con in mezzo alle due categorie la Francia. Non siamo in grado di proporre lo stesso grafico per gli altri paesi asiatici ma avremmo la sensazione che sarebbero stati in cima alla classifica…

Gli utili mancano. Non è solo guardando al 2011, ma anche indietro, che si può notare come l’azienda non sia mai più riuscita a essere profittevole in modo costante dopo la crisi. Nel 2011 il MOL è a zero, a causa anche della svalutazione del magazzino, ma il margine industriale resta intorno al 23% delle vendite, rispetto a un livello tra il 25% e il 30% pre-crisi. L’utile netto è poi positivo grazie al contributo dalle attività cedute per circa 1.9 milioni di euro (che corrisponde alla “plusvalenza” realizzata, cioè alla differenza tra il prezzo incassato e il valore iscritto a bilancio).

L’incasso della dismissione del Domaine è stato tutto distribuito agli azionisti. 10.4 milioni di euro per la precisione. È questo il motivo per il quale il debito dell’azienda è rimasto stabile su un livello molto basso. Vi ricordo che in passato Cottin Freres vendette alcuni terreni a prezzi incredibilmente alti, riuscendo così a tagliare il debito. Oggi, con 4.5 milioni di euro di indebitamento netto e 14 milioni di patrimonio netto, l’azienda è molto solida.

 

Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>