Advini – risultati e analisi di bilancio 2011

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Advini continua a comprare attivita’ e a crescere, anche se gli utili ancora non si vedono e il debito cresce. Va dato onore a questa azienda che e’ tra le poche nel mondo del vino che ha mire esplicitamente espansionistiche e che nel corso degli ultimi anni ha messo sul tavolo soldi (20 milioni soltanto nel 2010-11) e azioni (circa il 10% del capitale e’ andato alla famiglia Laroche in cambio del loro Domaine) per crescere. Il piano di crescita si chiama “Opus Vini 2015” e prevede: (1) la crescita e lo sviluppo dei marchi critici per il gruppo, che nel 2011 sono cresciuti del 4%; (2) il rafforzamento della struttura distributiva all’estero; (3) l’integrazione delle strutture centrali per risparmiare sui costi; (4) la continua acquisizione e integrazione di nuove aziende vinicole, soprattutto in Francia. A fronte di questo piano, Advini si attende una crescita delle vendite del 10% o piu’: per il momento i dati del primo semestre (che trovate in fondo al post) sulle vendite parlano di un +8%, ma con una chiara accelerazione nel secondo trimestre a +11.5%. Ma per ora vediamo i numeri del 2011, che come vi ho anticipato sono piuttosto “poveri” soprattutto a livello di utili e di incremento del debito…


Le vendite crescono dell’11% a 210 milioni. In Francia il fatturato sale a 126 milioni (+13%), mentre all’estero le vendite sono in crescita soltanto del 2% a 80 milioni di euro.

Il margine industriale sulle vendite scende dal 35% al 33%, mentre il dato aggiustato di MOL segna un incremento del 13% circa a 12 milioni di euro. L’utile operativo, aggiustato per le partite straordinarie e’ dichiarato dall’azienda a 5.9 milioni di euro, rispetto al livello di 4.5 milioni di euro dello scorso anno. Gli oneri finanziari salgono con il debito, mentre le imposte scendono. Secondo la dichiarazione nel bilancio, l’utile netto aggiustato sale da 1.7 a 2.1 milioni di euro, mentre l’utile dichiarato (che lo scorso anno era ricco di plusvalenze) scende da 9.5 a 3.8 milioni di euro.

Il debito sale da 81 a 95 milioni di euro, con un rapporto sul MOL sostanzialmente stabile poco sotto 8 volte. A contribuire alla crescita del debito sono stati 5 milioni di acquisizioni, 6 milioni di investimenti (erano 4 nel 2010) e un incremento di 10 milioni di euro del capitale circolante. L’azienda ha pagato 1 milione di euro in dividendo.

Il capitale investito continua quindi a crescere, avendo superato 150 milioni di euro nel 2011. Come dicevamo all’inizio per ora gli utili non stanno “seguendo”, e quindi il ritorno sul capitale resta su livelli insufficienti, circa il 4% nel 2011.

Sara’ il 2012 l’anno del riscatto anche per i margini? Vedremo i risultati semestrali nei prossimi mesi (annuncio il 31 agosto). Per il momento il fatturato semestrale in crescita quasi a doppia cifra lascia ben sperare.

 

 

 

 

Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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