Il valore della produzione di vino in Italia – aggiornamento ISTAT 2011

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ISTAT ha appena pubblicato l’aggiornamento annuale sul valore aggiunto ai prezzi di base per il settore agricolo, suddiviso per regione e categoria merceologica. I dati 2011 per il segmento vitivinicolo ci mettono di fronte a un calo dell’1% circa del valore aggiunto, che diventa quasi il 2% quando si restringe il parametro alla produzione di vino in senso stretto. I dati di tendenza non sono dissimili da quelli osservati sull’arco del decennio, che viaggiano tra il -1.5% e il -2% ma certamente sottolineano ancora una volta che il percorso di ridimensionamento del settore non è ancora giunto al termine. In particolare, si stanno delineando da qualche anno ormai tre regioni che, per notorietà e peso relativo del vino nel panorama nazionale, hanno costruito un modello che possiamo definire largo circa di successo nel segmento “integrato” del vino: il Veneto, che anche quest’anno è in crescita, il  Piemonte che è stabile sulla parte vinicola e in leggera crescita sul totale settoriale, e la Toscana, che sembra invece vivere un periodo più critico. In generale, vedrete un valore aggiunto “migliore” per il settore nel suo insieme rispetto a quello della parte vino solamente: ciò è dovuto al forte rimbalzo dei prezzi delle materie prime vinicole, che hanno spostato un po’ del valore aggiunto dalla parte industriale/commerciale a quella più prettamente agricola. Addentriamoci nei numeri.

 

  • Il valore aggiunto globale del settore è in calo dello 0.9% a 3.1 miliardi di euro (euro correnti). Di questo, circa 1.8 miliardi (-1.8%) sono relativi alla produzione integrata di uva e vino.
  • Le tendenze per macro-area italiana non differiscono dagli anni scorsi. Il Nord cresce del 3% (stabile sulla parte più specifica del vino), il Centro Italia cala del 7% (-4% per il vino), mentre il Sud è a -3% (-4.4% vino).
  • Le grandi tendenze sono molto chiare: il Nord sembra avere interrotto il declino, anche dovuto alla recente crisi. Per il Centro Italia e per il Sud Italia non sembra esserci un fondo, cioè il settore sta ancora calando, indipendentemente dalla congiuntura.
  • La regione italiana più importante a livello settoriale resta la Puglia, con un valore aggiunto totale di 644milioni (-1%), seguita dal Veneto a 507 mlioni (+6%) e il Piemonte a 351 milioni (+3%). La quarta e la quinta regione sono Toscana e Sicilia a 280-290 milioni ciascuna, e ciascuna con un calo del 6-8% sullo scorso anno.
  • Se restringiamo il confronto alla parte vino, si impongono il Veneto a 334 milioni (+1%), il Piemonte a 312 milioni (-2%) e la Toscana a 252 milioni (-7%).
  • La regione più dinamica nel 2011, escludendo quelle meno significative, è stata il Friuli Venezia Giulia (+11%), con la Lombardia in crescita più o meno del medesimo ammontare. Tra le meno performanti si segnalano (ancora una volta) il Lazio (-15%, ormai calato sotto il livello del Trentino Alto Adige) e l’Emilia Romagna (-11%, con un chiaro trend ciclico).
  • La geografia del vino sta dunque cambiando: se 30 anni fa le prime 3 regioni contribuivano per poco più del 40% del totale del valore di vino prodotto, siamo arrivati oggi a oltre il 50%. In una prossima puntata approfondiremo i modelli e vedremo quando e di quanto si sono sviluppati…

 

Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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