Il mercato inglese del vino – aggiornamento 2011

4 commenti

Con i dati forniti da Concha y Toro presi da Nielsen, analizziamo le vendite al dettaglio di vino nel mercato inglese. Diciamo subito che i dati sono “concatenati” per quando riguarda i valori assoluti del 2008 e del 2009, in modo da rispecchiare quelle che sono state le tendenze rilevate da Nielsen su periodi di 52 settimane che non combaciano perfettamente. Peraltro, credo che il risultato dell’analisi sia piuttosto veritiero, soprattutto per quanto riguarda il movimento relativo tra le varie provenienze dei vini. Quali le conclusioni? (1) il mercato ha chiaramente smesso di crescere a volume, mentre continua a crescere a valore nel 2011; (2) il prodotto italiano continua a guadagnare quote sia a volume che a valore, ed è saldamente  numero 2 dopo il prodotto australiano che continua il suo declino; (3) il prodotto italiano resta una scelta “low-cost” all’interno del panorama inglese, con un prezzo per cassa decisamente inferiore sia alla media che a parecchie delle altre nazioni. Addentriamoci nei numeri.

  • Dunque, secondo Concha y Toro, il mercato inglese nel 2011 per i vini fermi ha visto vendite al dettaglio di circa 92 milioni di casse (1100 milioni di bottiglie, 8.2 milioni di ettolitri), in calo del 2% rispetto al 2010, che a sua volta era sceso del 2% rispetto al picco del 2009 (95 milioni di casse).
  • In termini di valore, le vendite si sono attestate a 5.25 miliardi di sterline, +3.5%, dopo un +2.6% del 2010.
  • Ciò significa un valore medio per bottiglia di circa 4.8 sterline. Ne deriva un quadro di progressivo miglioramento del mix e di incremento dei prezzi, che più che compensa il calo dei volumi

  • Chi vince e chi perde? L’Australia prosegue nel suo percorso di declino nel mercato. È sempre il leader, ma non più così lontano da tutti gli altri. Dal 2008 al 2011 la quota di mercato è scesa dal 22% circa al 20%. La stessa sorte è toccata ai vini americani che sono passati dal 15-16% al 13-14% del mercato.
  • Vincono gli europei in questo caso e l’Italia in particolare. La quota del prodotto italiano sale dal 13% del 2008 al 17.7% del 2011 quando si guardano i volumi e progredisce di 250 punti base soltanto nel 2011, con un volume di 16.2 milioni di casse, il 14% in più del 2010.
  • Anche dal punto di vista del valore il progresso è sensibile. Le vendite di vini italiani sono state 846 milioni secondo il prospetto presentato dal produttore cileno, con una quota di mercato del 16%. Due punti percentuali in più del 2010
  • Qui si apre l’unico punto “dolente” del prodotto italiano, e cioè il suo posizionamento medio in una fascia bassa del mercato, circa 52 sterline a cassa contro la media di 57 del mercato. Soprattutto, in prospettiva il vino italiano vendeva a 3 sterline meno della media nel 2009 e ora è 5 sterline sotto la media, segno che stiamo perdendo in prezzo mix rispetto alla media del mercato.
  • Dopo Australia, Italia e USA segue la Francia (a volume, mentre a valore i francesi hanno già superato gli americani nel 2011) e poi, ampiamente staccati il gruppetto di Cile-Sud Africa-Spagna, tutti intorno agli 8 milioni di casse (quindi la metà dell’Italia) e ai 420-430 milioni di sterline. Proprio il SudAfrica ha perso diverse posizioni (come tutti gli altri paesi anglosassoni) nel corso degli ultimi anni.

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

4 Commenti su “Il mercato inglese del vino – aggiornamento 2011”

  • gianpaolo

    mi domando, e domando se possibile, se la crescita a valore sia stata depurata dai continui aumenti dell’accisa che sono stati consistenti e che contribuiscono significativamente al valoro medio allo scaffale, specialmente per i vini meno cari, considerato che all’accisa si sommano tutti i margini della filiera e l’IVA, tra l’altro anche questa aumentata del 2,5 % lo scorso anno (mentre nel 2009, temporaneamente era del 15%). Questo, purtroppo, dipingerebbe uno scenario un po meno positivo in generale, e anche un pochino peggiore per l’Italia, gia’ bassa con i prezzi. Ultima cosa che mi piacerebbe sapere, e’ quanto incidano il pinot grigio e il prosecco nell’insieme delle vendite di vino italiano.

  • Marco Baccaglio

    Ciao Gianpaolo,
    essendo questi dati che Concha y Toro definisce sull’off-trade, sono senza dubbio tratti da report quali Nielsen, dove vengono tracciati gli scontrini dei clienti. Quindi il quadro e’ quello che dici tu, dove una buona parte dell’incremento del valore e’ dovuto a questioni fiscali e di accise piuttosto che a un vero e proprio incremento del prezzo di vendita. invece, purtroppo, come gia’ negli anni scorsi, i dati non sono pubblicati con il dettaglio delle tipologie di vino… detto i dati sulle esportazioni di spumante nel Regno Unito fanno +51% nel 2011 per quanto riguarda gli spumanti DOP, categoria in cui e’ incluso il Prosecco…

    bacca

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