Il consumo di bevande alcoliche in Italia – aggiornamento ISTAT 2011

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La pubblicazione annuale dell’ISTAT sull’uso (e abuso) di alcol è quest’anno meno preoccupante di quello che avrei potuto immaginare e lascia spazio ad approfondimenti (che faremo) al riguardo degli stili di consumo del vino. Ma per oggi guardiamo i dati generali: (1) ISTAT dice che il 53.3% della popolazione italiana beve a qualche titolo vino. Lo stesso numero dell’anno scorso. (2) ISTAT ci dice poi che tra questi consumatori, i consumatori abituali di vino stanno leggermente calando a favore di un consumo più sporadico. (3) allargando il quadro alle bevande alcoliche in generale e al lungo termine, diminuisce il consumo di alcolici tra i giovani (meno di 24 anni), con una riduzione della penetrazione di 8-10 punti percentuali (buona notizia!), mentre si riduce soltanto marginalmente quello delle altre fasce di età. (4) si riduce la quota dei consumatori “non moderati”, quindi di quelli che bevono troppo, dall’8.3% della popolazione al 7.5%. Altra buona notizia.

Quindi la lettura mi sembra positiva. Andiamo nei numeri, lasciando a un altro momento l’analisi dettagliata per fasce di età e stili di consumo del vino, per i quali ora disponiamo di una discreta serie di dati (dal 2007 al 2011).

Come abbiamo anticipato, il consumo di vino in quota alla popolazione italiana non sembra essere cambiato nel corso del 2011, mentre ha subito un calo di circa 4% punti percentuali (dal 57% al 53%) nel corso del periodo 2005-2011. Le altre bevande alcoliche hanno invece guadagnato leggermente quota nel 2011, con la birra che supera il 46% e tutti gli altri al 40.6%. Anche per birra e altri alcolici, peraltro, il confronto di lungo termine evidenzia un calo, per quanto dal grafico sembrerebbe identificabile una sorta di cambio di tendenza.

Il consumo abituale di vino invece scende. Come dire che aumentano i consumatori sporadici e calano quelli abituali. Questa è una tendenza più marcata. In Italia soltanto il 23.6% della popolazine è consumatore abiutale di vino, contro il 24.1% del 2010 e il 27% del 2007. Come abbiamo già evidenziato gli anni scorsi, il vino può dirsi l’unica vera bevanda “abituale” italiana, dato che birra e altri alcolici trovano soltanto il 4.5% e l’1% della popolazione come consumatori abituali.

Rapportando consumatori abituali a totale consumatori, il vino ha ancora una quota di consumo abituale sul totale del 44% circa, cioè circa la metà degli uomini e un terzo delle donne che consumano vino lo fanno tutti i giorni. Anche per il consumo abituale di vino il 2011 mostra un deciso rallentamento della tendenza negativa, che negli anni scorsi appariva piu’ accentuata.

 

 

 

Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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