Francia – esportazioni di vino 2011

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Le esportazioni di vino francese sono cresciute nel 2011 del 13% a 7.2 miliardi di euro. Ciò ha consentito alla Francia di confermare il primato indiscusso nel mercato mondiale del vino, nonostante i volumi di esportazione siano ormai lontani dai livelli raggiunti da Italia e Spagna. Da dove deriva questo primato? Dai due grandi marchi francesi del vino: Champagne e Bordeaux. Soprattutto quest’ultimo, come vedremo dai numeri in dettaglio, è stato protagonista di un vero e proprio boom nel 2010 e 2011, che lo ha portato a ridosso dei 2 miliardi di euro di export, non lontani dallo Champagne. Sotto diversi punti di vista, l’andamento dell’export francese è stato esattamente sovrapponibile a quello italiano negli ultimi due anni: la grande differenza tra le due nazioni, come si vede molto bene nel grafico allegato all’interno è nel calo subito in occasione della crisi, molto più accentuato per il vino francese. Addentriamoci nei numeri.

  • Come dicevamo i grandi numeri sono 7.2 miliardi di euro per 14.1 milioni di ettolitri. I volumi crescono del 5%, mentre il valore esportato cresce del 13%. Di conseguenza, il prezzo medio di esportazione cresce a 5 euro per azione, +8%. Nel 2011, l’export ha superato lo scoglio precedente di fine 2008, pre crisi, pari a 6.8 miliardi di euro.
  • Andando nel dettaglio per le grandi denominazioni, lo Champagne ha subito un chiaro rallentamento ed è cresciuto del 9% a 2.1 miliardi di euro, con volumi a +5%. Lo Champagne è ancora ben al di sotto dei dati doganali del 2007, quando l’export raggiunse 2.4 miliardi di euro, con un volume di export di 1.1 milioni di ettolitri, cioè il 10% in più del 2011.
  • Il Bordeaux è invece la vera forza trainante delle esportazioni. Il passaggio da 1.5 a 2 miliardi di euro di export nel 2011 (+30%) rappresenta una buona parte della crescita totale delle esportazioni (circa 500 degli 800 milioni di euro). I volumi sono in crescita del 22% a 2.2 milioni di ettolitri, mentre il prezzo mix fa +6% a un eccellente 9 euro al litro.
  • Più piccola ma non meno performante è la Borgogna, dove però a differenza di Bordeaux la crescita è stata tutta realizzata con il prezzo-mix, cresciuto del 19% a 10.3 euro al litro. L’export di 650 milioni è un terzo di quello di Bordeaux, ma anche la Borgogna da il suo buon contributo (100 milioni in più) alla crescita.
  • Il resto del vino francese, per quanto ci siano eccellenti denominazioni al suo interno, è molto più assimilabile all’Italia: 2.3 euro al litro moltiplicato 10.3 milioni di ettolitri. Crescite molto limitate del 2-3% del prezzo e del 2% dei volumi, che portano il totale a un +5%. I 2.4 miliardi sono ormai soltanto un terzo del totale.
  • Passiamo ai dati più recenti, che indicano un rallentamento della crescita (peraltro visibile anche in Italia) rispetto ai dati di metà 2011. Non si tratta di un dato isolato, come potete anche apprezzare dal grafico “Francia contro Italia”: la crisi comincia a mordere in molti mercati sviluppati, il traino dell’export italiano che sono i volumi vengono a mancare… insomma entrambi i paesi hanno probabilmente di fronte un 2012 “riflessivo”. Di certo l’Italia è uscita dalla crisi del 2009 esportando il 20% in più, mentre la Francia è soltanto il 5% sopra il picco precedente. Il tema del 2012 è che le cose facili sono terminate…

 

Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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