Constellation Brands – risultati annuali 2011-12

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I risultati annuali di Constellation Brands sono stati accolti con poco favore dagli investitori, non tanto per i numeri del quarto trimestre, quanto per le attese che il management ha presentato sul 2012, soprattutto in termini di generazione di cassa. Da qualche anno Constellation Brands sta concentrando i suoi sforzi sul mercato americano e sulle parti a maggior valore aggiunto del suo business, con l’obiettivo di massimizzare la generazione di cassa per gli azionisti (e restituirla in parte con acquisti di azioni proprie). La stima della generazione di cassa attesa per il 2012 (circa 450 milioni di dollari), unita a una previsione di un calo del 20% circa degli utili per il 2013 ha deluso gli analisti, che si erano “abituati” a livelli più significativi, nell’ordine di 700 milioni di dollari. Aggiungiamo poi senza mezzi termini che continua a far fatica dal lato della crescita. Secondo i miei calcoli negli ultimi anni la “sequenza” delle crescita organiche è stata sostanzialmente neutra, nonostante l’esposizione a mercati (gli USA) tendenzialmente positivi. Il tutto ha determinato un calo delle azioni da circa 25 dollari a 21-22 dollari, con una chiara inversione di un trend (spinto anche dai riacquisti di azioni) che durava da diversi mesi. Passiamo ai numeri.

  • Constellation Brands ha terminato con il 2011 di vendere attività ed è atterrata a un fatturato di 2.6 miliardi di dollari, che al cambio attuale sono esattamente 2 miliardi di euro. Non siamo esattamente a metà rispetto al picco del 2006 di 4.6 miliardi di dollari ma poco ci manca.
  • La crescita organica è stata negativa per l’1% nel corso dell’anno ma positiva del 4% sul quarto trimestre. I numeri qui sono molto ballerini e CB ci viene in soccorso  con i dati sulle “depletions” cioè sulle vendite al dettaglio in volume che indicano un +1.7% per l’anno (+7% nel trimestre).
  • I margini di profitto migliorano, grazie sia al deconsolidamento di operazioni poco profittevoli (circa 700 milioni di dollari di vendite) che alla focalizzazione su un numero inferiore di marchi. Il cosiddetto “gross margin” prima delle spese generali e di vendita passa dal 36% al 40% (anche se in valore assoluto cala del 10% a 1.06 miliardi di dollari), mentre l’utile operativo di 487 milioni di dollari non è lontano dal 2010 ma esprime un margine del 18% contro il 15% dell’anno precedente.
  • L’utile netto finale del gruppo è di 445 milioni di dollari dopo oneri finanziari stabili (il debito non cala perché la cassa generata viene reinvesta nel riacquisto delle azioni).
  • Veniamo alla parte finanziaria, che  mostra un debito di circa 3 miliardi di dollari.  CB ha generato 700 milioni di dollari di cassa (ottenuti grazie a un forte calo delle tasse pagate), di cui 400 sono stati reimpiegati per ricomprare azioni sul mercato (e cancellarle).
  • Per il 2013 il gruppo ha indicato un obiettivo di generare 425-475 milioni di dollari di cassa, con la differenza rispetto ai 700 milioni rappresentata dai mancati benefici fiscali, secondo il management. Il piano di riacquisto di azioni assomma a 550-600 milioni di dollari.
  • Come abbiamo detto, il mercato non ha gradito, anche perché gli utili per azione sono previsti in calo da 2.34 dollari a circa 2 dollari per azione. Se contiamo che, intanto, le azioni stanno diminuendo, questo significa un calo degli utili di un buon 20%…

 

Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

1 Commento su “Constellation Brands – risultati annuali 2011-12”

  • Giuliano

    Mi affaccio all’uscio del tuo blog per un saluto e per farti i complimenti. Grande Bacca! Obiettivo del 2012 la versione in inglese?

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