Campari divisione vino – risultati primo trimestre 2012

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I primi 3 mesi 2012 del gruppo Campari hanno mostrato un visibile calo delle vendite di vino, parte dovuto alla crisi e parte dovuto a fatti contingenti. Fatto sta che il fatturato è stato di 32.4 milioni di euro, contro 34.3 milioni, con una crescita organica negativa dell’8%. Che cosa è successo? Diverse cose. Primo, Campari aveva un parametro di confronto estremamente difficile nel 2011, quando le vendite crebbero del 30%. Secondo, Campari sta spostando la distribuzione in Russia da un distributore indipendente alla sua filiale distributiva, e ha quindi interrotto la spedizione di alcuni prodotti durante parte del trimestre. Ciò ha determinato un minor export di Cinzano Vermouth ma anche di alcuni marchi storicamente legati alla Russia come Mondoro. Gli effetti sono ben visibili nei grafici allegati.


Siccome non sono presenti altri dati se non quelli di vendita, facciamo un breve riassunto di cosa sta succedendo ai principali marchi e mercati:

  • il calo delle vendite in termini organici è concentrato in Europa e Italia, -10%, dove si concentrano il 70% delle vendite, mentre è inferiore in America (-5%). Nel “resto del mondo” le vendite invece crescono del 3%.
  • Va notato che l’Italia è il principale beneficiario della nuova strategia di distribuire marchi terzi di cui diremo dopo, che apporta al mercato circa 6 punti percentuali di crescita. Quindi, le vendite in Italia “tutto dentro” sono in calo del 3-4% circa.
  • Cinzano Spumante continua ad andare molto bene sull’onda di un incremento a doppia cifra in Germania. Gli spumanti Cinzano, come vedete dal grafico, sono anche quelli che mostrano l’andamento più “costante” in termini di crescita dal 2007 a questa parte: le vendite del primo trimestre 2012 sono circa il 35% più elevate del corrispondente periodo del 2007, mentre la medesima misura sui vini vede una crescita di circa il 15%.
  • I dati di Cinzano Vermouth e di Mondoro sono fortemente influenzati dalla transizione russa, che ha temporaneamente interrotto il flusso delle esportazioni dall’Italia, così come dalla base di comparazione particolarmente difficile. Essendo un trimestre “leggero” le variazioni percentuali talvolta ingannano.
  • Quello che non inganna invece è l’andamento difficile dei vini fermi, che se nel caso di Sella e Mosca si è registrato un incremento dell’8% nello specifico del trimestre. L’esposizione al mercato italiano non aiuta, come vedete: le vendite del marchio sono del 20% circa al di sotto del 2007.

Continua infine la strategia di allargare la distribuzione ai marchi terzi: siamo nella fase iniziale, dato che il fatturato di marchi in distribuzione è ancora sotto il 5% del totale; per la cronaca, i marchi distribuiti hanno avuto nei primi 3 mesi del 2012 una crescita organica del 3%, quindi meglio del resto del portafoglio prodotti e le vendite di nuovi marchi non presenti lo scorso anno hanno portato a un incremento del 70% delle vendite di marchi terzi totali.

Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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