Classifica delle DOC/DOCG italiane 2010 – dati Federdoc

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Oggi il post è soltanto tabellare. Avendo raccolto i dati Federdoc provo a riproporre la classifica delle DOC Italiane (ormai DOC-DOCG non vale la pena fare distinzioni…). Quest’anno è molto più difficile dello scorso perché l’incompletezza dei dati è piuttosto grave. L’escamotage è quello di considerare per le grandi DOC mancanti il dato dell’anno scorso. Mancherebbe soltanto una DOC grande, il Chianti, perché Federdoc gli attribuisce una produzione di 16mila ettolitri, contro i 790mila dello scorso anno. Inizialmente avevo deciso di lasciarlo nonostante sia evidentemente errato. Poi ho pensato di mettere il medesimo numero del 2009. Ripropongo una domanda: ora che ci sono le certificazioni obbligatorie, come è possibile  che si possa pubblicare un rapporto così incompleto? Alla Federdoc l’ardua risposta…

Siccome la media della variazione percentuale delle grandi DOC è mediamente dell’1-1.5% positiva, sicuramente prendiamo dei dati sbagliati nel particolare ma non in generale. Comunque, la notizia non tanto inattesa è che il Prosecco (+35%) è diventato la prima DOC Italiana, scalzando il Montepulciano d’Abruzzo (stabile). Se andiamo nel dettaglio, queste due DOC ovviamente guidano i ranking degli spumanti e delle DOC Rosse, mentre nel segmento delle DOC bianche il Soave dovrebbe continuare a guidare la classifica (non c’è il dato) e in quelle geografiche il primato del Trentino DOC non è altrettanto in discussione. Andiamo nel dettaglio.

  • La classifica generale, oltre al cambio al primo posto, vede salire la DOC Conegliano Valdobbiadene (+16%), anch’essa principalmente legata al Prosecco, che diventa la sesta DOC Italiana. Scompare dai primi 10 la DOC Oltrepo’ Pavese, che è stata incredibilmente spezzata in diversi tronconi (della serie “ognuno sta bene a casa sua”).
  • Il Prosecco è la prima DOC che sfonda la barriera del milione di ettolitri. Come l’anno scorso, ci sono 4 DOC sopra i 500mila ettolitri. Ci sono invece 31 DOC sopra i 100mila ettolitri rispetto alle 28 dello scorso anno. Le “new entry” sono la DOC Bonarda dell’Oltrepo’ Pavese che si è separata dalla DOC generale e la DOC Gutturnio, presumibilmente uscita dalla DOC Colli Piacentini (come anche l’Ortrugo) che si è difatti dimezzata.
  • Nel dettaglio, tra le DOC Rosse le posizioni nei primi 4 posti dovrebbero essere invariate, anche se i dati del Veneto sono fortemente incompleti, mancando sia Bardolino che Valpolicella, oltre ai dati errati del Chianti. La DOC sopra citata relativa alla Bonarda è al sesto posto, scalzando il Barbera d’Asti (-3%). Il Chianti Classico è in calo del 17%.
  • Nelle DOC Bianche non ci sono grandi scossoni,  tutte le principali DOC sono in crescita tra il 5% e il 10% salvo il Trebbiano d’Abruzzo.
  • Nelle DOC Geografiche, dopo la DOC Trentino (-6%), vale la pena menzionare il +24% della DOC Piemonte che diventa seconda, scalzando la DOC Alto Adige (-8%).
  • Finisco con il menzionarvi che c’è una tabella con le superfici vitate denunciate delle principali DOC, che risponde al principio: “se il dato non c’è mettiamo quello dell’anno scorso, se c’è lo lasciamo anche se presumiamo possa essere errato”. Quindi questa volta niente Chianti. Il prossimo anno si vedrà.
Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

5 Commenti su “Classifica delle DOC/DOCG italiane 2010 – dati Federdoc”

  • Angelo Peretti

    Credo che le incompletezze dei dati riferiti al Veneto (Valpolicella, Soave, Bardolino) sia riferibile al fatto che la certificazione di queste denominazioni è affidata a Siquria, un ente certificatore locale, mentre Federdoc fa riferimento a Valoritalia. Non è un caso che il Custoza, unica doc veronese a essere stata certificata da Valoritalia e non da Siquria nel 2010, abbia dati completi. Per un aggiornamento dei dati riferiti alle tre doc veronesi dovresti pertanto chiedere i dati a Siquria.

  • Angelo Peretti

    Ho verificato. Il Chianti è certificato da Toscana Certificazione Agroalimentare S.r.l. Dunque, anche in questo caso l’ente certificatore non è quello che fa riferimento a Federdoc. Pertanto mi pare assodato che Federdoc abbia reso noti i dati solo delle denominazioni certificate dal proprio ente di riferimento, ossia Valoritalia.

  • bacca

    Ciao Angelo,
    conosco bene la questione delle certificazioni DOC e di come si sono “strutturate”. Mi ricordo di avere scritto anche un pezzo per conto terzi (cioe’ commissionato e pagato in beneficenza), poi a quanto mi e’ dato di capire mai pubblicato.
    Federdoc dovrebbe pero essere un organismo sopra le parti. Valoritalia pubblica i dati relative alle DOC sul suo sito e li rende pubblici, quindi che Federdoc abbia questi dati e’ semplicemente frutto del fatto che questi dati ci sono (io non li raccolgo perche’ ci metterei dei giorni a riclassificarli e non ho il tempo di farlo).
    Detto questo, il tutto e’ un’altra storia all’italiana. Ci sono camere di commercio, Federdoc, enti di certificazione tutti quanti che fanno i conti sulla stessa cosa. Un chiaro spreco di risorse che, intendiamoci, viene pagato parte dal settore e parte da tutti quanti, sia bevitori che non. Perlomeno io sono un bevitore “sopra la media”!

    Per fare un passo in avanti, sarebbe necessario ergersi a nuovo catalizzatore dei dati, diventare la controparte degli enti di certificazione e fare un bel lavoro. Ma questa sarebbe un’ulteriore duplicazione. Conclusione: come sarebbe bello se Federdoc facesse un lavoro completo e preciso come sarebbe auspicabile!

    bacca

  • Angelo Peretti

    Condivido molte delle cose che dici nella risposta, Marco, ma c’è un misunderstanding. Non è che Federdoc “raccoglie”, bontà sua, i dati di Valoritalia. Semplicemente, Federdoc è proprietaria di Valoritalia. I proprietari di Valoritalia sono infatti Federdoc e CSQA Certificazioni. Federdoc i dati di Valoritalia li ha per questo motivo e di conseguenza li divulga.
    Valoritalia è il più grande tra gli organismi di certificazione italiani, che credo siano in tutto otto. Per avere il quadro generale della produzione è necessario mettere a fattor comune le certificazione di questi otto enti (se sono otto, ma non credo di essere tanto distante dalla realtà).
    Domanda: c’è qualcuno che mette a fattor comune tali dati? Risposta: al momento no, perché non tutti gli enti di certificazione hanno ancora reso pubblico quanto di loro competenza. Auspico che accada presto, e che magari sia Federdoc a rendere questo servizio.

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