Campari – divisione vino – risultati 2011

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Campari ha riportato un 2011 in decelerazione nel segmento vino, appesantito dalla difficile situazione di mercato in Italia ed Europa e una decelerazione nel ritmo di crescita di quasi tutte le linee di prodotto salvo il Vermouth Cinzano. Tutto sommato l’anno si è mantenuto in terreno positivo, grazie ai risultati del primo semestre: alla fine dell’anno le vendite sono cresciute del 6%, di cui il 5.6% in termini organici, e l’utile operativo prima dei costi generali è cresciuto del 5.4% (sempre prima di cambi e acquisizioni). La strategia di crescere nel segmento della distribuzione continua: secondo il bilancio 2011, i brand di terzi distribuiti hanno rappresentato il 4% delle vendite della divisione.

 

  • Le vendite sono cresciute del 6% a 185 milioni, quasi completamente grazie alla crescita organica, che però è crollata dal 10-11% di crescita a fine settembre al 5.6% di fine anno. Come vedete visivamente dal grafico, a tre trimestri in crescita è seguito un calo nell’ultima parte dell’anno, quella più importante.
  • A pesare sono state le vendite in Italia, stabili nel primo semestre e calate del 7% nel secondo semestre, per chiudere con un -4.5%. È andata male anche in Europa, dove il fatturato finale di 98 milioni è in crescita dell’1% ma in calo del 2% se restringiamo il confronto agli ultimi 6 mesi. Sono invece cresciute le vendite in America, +48% a 27 milioni, con un +22% nel secondo semestre, e nel canale resto del mondo/duty free, in crescita del 15% sull’anno e del 10% nel secondo semestre.
  • La politica di mantenere i margini si è riconfermata quest’anno. A fronte di un leggero deterioramento del margine industriale (dal 37.9% al 37.5% delle vendite nell’anno e dal 39% al 38% nel secondo semestre), Campari ha sopperito con un ulteriore leggero ridimensionamento delle spese pubblicitarie. Così, l’utile operativo (pre costi generali) è passato da 47 a 49 milioni, con un margine praticamente stabile (dal 26.8% al 26.6%, ma addirittura in leggera crescita nella seconda metà dell’anno).
  • Veniamo ai marchi. L’unico brand in forte crescita è Cinzano Vermouth, che è cresciuto del 24% in termini organici, mentre Cinzano spumanti ha mantenuto un passo del 3-4%. Se confrontiamo i dati su un periodo sufficientemente lungo (2007-2011) e usiamo un indice 100 e escludiamo i cambi, il Vermouth ha avuto un passo decisamente diverso dallo spumante, essenzialmente per posizionamento geografico.
  • Il resto dei marchi hanno subito un calo del 2% circa in termini organici (nel complesso). Più nel dettaglio, Riccadonna ha perso lo 0.4% (calo in Australia, sorprendente), Mondoro ha guadagnato il 7% (Russia), Sella&Mosca ha perso l’1.3%, mentre Terruzzi & Puthod ha fatto -14% e Cantine Serafino +1.6%. Invece, gli spumanti Odessa in Ucraina sono crollati del 35% a cambi correnti e sono stati riposizionati da Campari su una differente fascia di prezzo.
  • Infine, due parole sui brand in distribuzione. Quest’anno il portafoglio si arricchisce ulteriormente. Le vendite dei marchi distribuiti sono al 3.2% delle vendite 2011 (rispetto a 3.6% delle vendite nel primo semestre).

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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