Giappone: importazioni di vino e quote di mercato – aggiornamento 2011

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Il Giappone è un mercato del vino che si sta gradualmente modificando, abbandonando la dipendenza dai prodotti francesi per aprirsi a nuovi mercati. I dati che analizziamo oggi, scaricati direttamente dal sito della dogana giapponese, ci mostrano un quadro di moderato incremento delle importazioni in valuta locale (+3%), con una serie di paesi, come l’Italia e il Cile, che stanno gradualmente guadagnando quota di mercato, soprattutto per quanto riguarda i volumi.

  • Le importazioni di prodotti vinicoli in Giappone sono cresciute del 3% in yen e dell’8% in Euro, a 955 milioni. Con il balzo del 2011, le importazioni sono cresciute sopra i livelli pre-crisi, che erano stati di 955 milioni, anche se ciò è frutto soprattutto del forte incremento della valuta. In Yen, il valore delle importazioni di vino è ancora del 30% circa inferiore al picco del 2007.
  • In termini di volume, il totale è di circa 2.1 milioni di ettolitri, anche se in questo conto rientrano circa 100-150mila ettolitri “impropri” che includono mosti, vermouth e prodotti collegati al vino. I volumi sono invece sul picco storico e non hanno mai mostrano, nemmeno nel 2009 un declino. Nel 2011, sono cresciuti del 7%.

 

  • Veniamo agli andamenti per mercato. La Francia continua a dominare, con un incremento dell’8% in Euro a 530 milioni. Possiamo già dire che metà di questo incremento deriva dai vini spumanti (leggi Champagne), che sono cresciuti da 186 a 200 milioni di euro. La Francia ha così “stabilizzato” la quota di mercato in Giappone a circa il 55%, comunque molto sotto i livelli pre-crisi (oltre il 60%).
  • L’Italia ha avuto un anno eccellente, con un +10% in yen e un +16% in Euro a 126 milioni e mantiene saldamente il secondo posto nel mercato con il 13% circa del valore e il 16% del volume. Sui volumi siamo in realtà preceduti anche dal Cile, che ha il 16% del mercato ed è cresciuto leggermente più di noi (+15% rispetto a +13%) anche nel 2011.

 

  • Proprio il Cile è il terzo prodotto per fatturato in Giappone. Nel giro di 4 anni sono passati dal 4% all’8% del mercato e nel 2011 sono cresciuti del 16%. Sono ancora molto lontani dall’Italia ma occupano saldamente il terzo posto.
  • Spagna e USA crescono del 9% e del 6% rispettivamente, mentre resta in difficoltà il prodotto australiano (presumibilmente per un problema di mix).
  • Un ultimo cenno agli spumanti, dove la Francia continua ad essere padrona assoluta del campo e dove l’Italia e’ ancora al terzo posto, preceduta dalla Spagna. Come vedete dal grafico, pero’, l’Italia e’ quella cresciuta di piu’ tra i tre grandi spumantisti mondiali. Se continua cosi’ la gerarchia mondiale che ci vede al secondo posto sara’ ristabilita anche in Giappone.
Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

1 Commento su “Giappone: importazioni di vino e quote di mercato – aggiornamento 2011”

  • WineWebNews 19 marzo 2012 Negli States è ancora il Cabernet il vino più richiesto | Blog di Vino al Vino

    [...] Sale l’import di vino in Giappone Interessantissimi dati sull’andamento delle importazioni di vino in Giappone fornite dal rinnovato e sempre interessantissimo blog I numeri del vino di Marco Baccaglio. Molti gli elementi significativi forniti: “Le importazioni di prodotti vinicoli in Giappone sono cresciute del 3% in yen e dell’8% in Euro, a 955 milioni. Con il balzo del 2011, le importazioni sono cresciute sopra i livelli pre-crisi, che erano stati di 955 milioni, anche se ciò è frutto soprattutto del forte incremento della valuta. In Yen, il valore delle importazioni di vino è ancora del 30% circa inferiore al picco del 2007”. Come annota Baccaglio, “la Francia continua a dominare, con un incremento dell’8% in Euro a 530 milioni. Possiamo già dire che metà di questo incremento deriva dai vini spumanti (leggi Champagne), che sono cresciuti da 186 a 200 milioni di euro”. L’Italia però “ha avuto un anno eccellente, con un +10% in yen e un +16% in Euro a 126 milioni e mantiene saldamente il secondo posto nel mercato con il 13% circa del valore e il 16% del volume. Sui volumi siamo in realtà preceduti anche dal Cile, che ha il 16% del mercato ed è cresciuto leggermente più di noi (+15% rispetto a +13%) anche nel 2011”. Leggete qui [...]

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