Esportazioni di vino italiano – aggiornamento ottobre 2011

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Questo articolo sulle esportazioni a ottobre 2011 lo dedichiamo ai vini sfusi, di cui si parla poco ma che sembrano essere la vera “novita’” da osservare nel panorama del commercio estero del vino. Infatti, se i vini imbottigliati e spumanti continuano a inanellare ottimi andamenti, sono ormai 3 mesi che il vino sfuso ha cominciato a calare. Vediamo i punti principali da vicino:
• L’export totale su 12 mesi sfiora i 24 milioni di ettolitri, con una crescita del 14.2%, mentre il dato Gennaio-Ottobre e’ 19.4m/hl, con una crescita del 12%. Il dato puntuale di ottobre parla di una crescita a volume del 6%: sempre positiva ma sempre di meno.
• Passando ai valori, di Euro se ne sono incassati il 12% in piu’ soltanto a settembre: 422 milioni di euro. Il dato sui 10 mesi e’ anche lui a +12%, quello sui 12 mesi terminanti a ottobre e’ a +14%.
• Quindi, il mix delle esportazioni migliora, grazie alla combinata azione della crescita degli spumanti (+28% a settembre a valore, +21% a valore) ma, e qui ci soffermiamo, con un +2% soltanto del valore del vino sfuso, che si caratterizza per un calo del 5% dei volumi.
• Cio’ che e’ curioso sui vini sfusi e’ quello che vedete nella seconda tabella. Per ora, si tratta di un calo (o meglio di uno stop alla crescita) che riguarda soltanto alcuni mercati, come la Francia (-2% da inizio anno) o piu’ recentemente il Regno Unito. La maggior parte degli altri mercati, e la Germania soprattutto, continuano a segnare valori positivi e volumi… volumi un po’ meno.
• Esiste in questa fascia un paese molto strano, l’Ungheria, dove l’Italia ha esportato 1 milione di hl nel corso degli ultimi 12 mesi, quando poco piu’ di un anno fa tale valore era pari a 0.1 milioni di ettolitri. Qualcuno ha spostato un impianto di imbottigliamento?
• Comunque, al di la’ delle curiosita’ sono ormai 3 mesi che i vini sfusi non crescono piu’ in termini di volumi. Di cio’ questo blog non se ne dispiace. I soldi sono soldi, per l’amor di dio, ma sarebbe il caso di sottrarsi alla competizione di prodotti a cosi’ basso valore aggiunto…

Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

4 Commenti su “Esportazioni di vino italiano – aggiornamento ottobre 2011”

  • Ettore

    Ciao Marco,
    Salto il preambolo dei complimenti. Sai bene dell’alta opinione che ho sul contributo che dai al nostro settore con il tuo portale.
    Al fine analista chiedo, ti sei fatto un’idea dei fenomeni che spiegano questa performance particolarmente positiva del sistema Italia all’estero ? Ho letto in queste ultime settimane spiegazioni di ogni tipo ma nessuna particolarmente convincente ( dagli effetti dei contributi OCM alle promozioni alle dinamiche del cambio €uro vs competitors del Nuovo Mondo etc.). Che chiave di lettura hai ? Inoltre, sapendo che l’amico Flamini e’ un tuo affezionato lettore e molto attento a questi fenomeni mi piacerebbe coinvolgerlo nella riflessione. Consapevole che hai sempre meno tempo mi accontento anche dei flash se potrai.
    Un caro saluto.
    Ettore.

  • carlo flamini

    chiamato in causa, do una mia chiave: lo sfuso lo abbiamo monitorato sul corriere vinicolo sin da gennaio 2011, e questa è una delle chiavi di lettura di questo boom dell’export: meno produzione a est, richieste di vino per compensare il calo e mischiare con vino locale (Ungheria appunto, ma anche rep ceca, slovacchia) o riesportare in russia, dove l’effetto prezzo convenzionale ha un suo bel peso (immaginate di esportare in russia vino italiano o vino ceco, la differenza è notevole).
    detto questo, con il riequilibrio della produzione 2011 a est, con i vini italiani divenuti improvvisamente più cari per la scarsa vendemmia, e con il ritorno di fiamma degli argentini e cileni (se la raccolta 2012 sarà abbondante), penso che l’export italiano ritornerà “nei ranghi” (0,50 euro al litro sullo sfuso non saranno più consentiti, credo), e forse incominceranno a essere dolori per qualcuno.
    scusate la fretta

  • Ettore

    Nella fretta non ho precisato che il mio interesse ad approfondire verteva sull’imbottigliato. Osservo con attenzione e rispetto anche le dinamiche dello sfuso ma in questo momento ritengo sia prioritario individuare/ comprendere i drivers della crescita dell’imbottigliato, che e’ la componente che genera o dovrebbe generare valore.
    Ettore.

  • Marco Baccaglio

    Ciao Ettore e Carlo,
    Mi cogliete mentre sto viaggiando.
    Devo dire che anche io sono stato abbastanza stupito nel vedere quanto bene stanno andando le esportazioni. Nel caso del vino imbottigliato, i tassi di crescita sono piu’ moderati ma hanno comunque superato la soglia del +10%.
    Mentre mi riservo di fare qualche indagine più approfondita, credo sia importante sottolineare che i nostri due principali mercati sono Usa e Germania, e poi abbiamo il Canada come quarto mercato. Questi tre fanno oltre il 50% del nostro export. Sono mercati grandi ( ben più della Cina), dove abbiamo posizioni di leadership e, sopratutto sono alcune tra le economie più performanti del mondo ( ancora di più se si considerano le economie consumatrici di vino).
    La seconda considerazione e’ che quasi tutti i paesi esportatori sono in fase di crescita, salvo gli australiani, i sudafricani e, forse a venire, i cileni.
    Di nuovo, bisogna approfondire, ma non e’ che stiamo giudicando un andamento normale e buono da un punto di vista “depresso” come quello in cui ci troviamo di questi tempi in Italia?
    Detto questo vedevo qualche numero strano sul mercato UK, dove le cose non dovrebbero andare così bene.

    Bacca

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