Treasury Wine Estates – risultati 2010-11

nessun commento
Print Friendly, PDF & Email

TWE ha riportato I primi risultati dopo la separazione da Foster’s. Presentiamo quindi i numeri che sono “pro-forma”, simulando la separazione da fine giugno 2010 anziche’ come in realta’ avvenuto da inizio 2011. I risultati mostrano una stabilizzazione dei margini che viene dal recupero nel mercato domestico, mentre l’andamento sia in USA che in Europa e’ stato fortemente influenzato dal cambio forte (dollaro australiano). Vediamo i numeri in dettaglio:
• Vendite in calo del 7% a 1.75 miliardi di dollari australiani. Il calo dei volumi e’ stato praticamente lo stesso. Nel solo secondo semestre il calo dei volumi si e’ accentuato a -8%, mentre il fatturato e’ sceso di meno, del 6%. Senza l’effetto cambio le vendite sarebbero calate soltanto dell’1%, con un calo dei volumi del 6.7%.
• L’utile operativo scende del 7% a 171m AU$. I cambi in questo caso hanno avuto un impatto ancora maggiore (dato che i costi sono in dollari australiani). Se i cambi fossero stati gli stessi il calo del 7% sarebbe stato un incremento del 10%.
• I numeri sono frutto dell’ulteriore calo delle vendite in America ed Europa, mentre in Australia e Asia si assiste a una ripresa sia delle vendite che dei margini. In Europa, il taglio dei costi ha consentito di riportare le operazioni in equilibrio almeno nella seconda meta’ dell’anno. Nel 2011 circa il 55% degli utili sono stati realizzati nella parte Australia-Asia, quando nel 2007 la quota di questa area era soltanto il 31%.
• La parte finanziaria vede TWE senza debiti (71 milioni) rispetto al debito di oltre 2.5 miliardi del gruppo Foster’s.
• La strategia e’ basata su questi punti: (1) ulteriore taglio costi (30m dollari australiani obiettivo del prossimo anno), per far crescere il margine operativo; (2) sviluppo dei marchi forti nei mercati dove il gruppo e’ presente (una delle opportunita’ piu’ ovvie sembra lo sfruttamento di Beringer fuori dagli USA); (3) graduale spostamento della gamma di prodotti verso fasce di prezzo piu’ elevate; (4) estrema attenzione al ritorno sul capitale, cercando di minimizzare l’assorbimento di capitale dell’attivita’ (e quindi poca produzione diretta e molti acquisti dall’esterno…).

Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>