Esportazioni di spumante italiano – aggiornamento primo trimestre 2011

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Il primo trimestre chiude in modo molto positivo per gli spumanti italiani, ma non per tutti gli spumanti. Ricordate la suddivisione che abbiamo fatto lo scorso anno? Asti, altri spumanti DOP e tutto il resto. Il primo trimestre ci restituisce una crescita del 21% a valore e a volume (quindi prezzo medio stabile), ma questa e’ una media del pollo: in realta’, l’Asti e’ a +3%, a causa di un calo del 7% dei volumi, gli spumanti DOP sono a +61% (grazie a un incremento del 72% dei volumi rispetto allo scorso anno) e tutto il resto degli spumanti sono fermi, con un incremento del 21% dei volumi e un calo corrispondente del prezzo mix. Che cosa sta succedendo. Presumibilmente alcuni prodotti stanno “migrando” verso la piu’ profittevole DOC, l’Asti dopo una crescita pluriennale sta forse cominciando a stabilizzarsi e, a guardare bene, il fattore “Russia” potrebbe essere che si stia spostando dall’Asti agli spumanti DOP.




Vediamo i dati con piu’ precisione. Dei 95 milioni di export spumanti del primo trimestre (ricordiamo: e’ il meno importante dell’anno) 27 sono stati di Asti, 42 di spumanti DOP e 26 di tutto il resto. Gli spumanti DOP sono gli unici che stanno crescendo, mentre gli altri due sono stabili. Nei volumi le cose sono simili ma non uguali. I volumi qui sono esattamente suddivisi tra le tre categorie, ma la crescita e’ sempre negli spumanti DOP, con l’Asti che segna il passo.

Che cosa succede all’Asti? I valori sono stabili perche’ la Russia continua a crescere in modo vorticoso. +59% nel primo trimestre. E chiaramente il secondo mercato per il prodotto. Invece, la Germania non cresce piu’ (non e’ una novita’) e gli USA sembrano avere preso un trend calante, cosi’ come il Regno Unito. Detto questo, abbiamo parlato di circa il 2/3 di tutto l’export di Asti a valore e stiamo a posto. I volumi non fanno che accentuare quello che abbiamo detto prima: la Russia cresce ancora di piu’, USA, Regno Unito e Germania sono tutti in calo tra il 5% e il 15%.

Nel segmento degli spumanti DOP, le cose sono un filo diverse. Diciamo subito che il primo trimestre e’ il primo su cui possiamo fare un confronto. Qui il mercato chiave sono gli USA, che rappresentano 39 dei 186 milioni dell’anno mobile e 11 dei 42 milioni esportati nel trimestre. Raddoppiano nel trimestre (+90%), seguiti dalla Germania solamente a 7 milioni (+27%) e il Regno Unito a 6 milioni nel trimestre (+114%). Arrivano pero’ i Russi che per ora sono soltanto 1 milione del trimeste ma passano “da niente a qualcosa”, +1800%.

Sulla Russia pero’ c’e’ da dire che sta comperando spumanti Dop a 2.7 euro al litro, cioe’ a molto meno del prezzo medio di 3.4 che e’ poi quello rilevato sul mercato USA. Lo stesso invece non accade per l’Asti dove i Russi sono molto allineata alla media dell’export (anche perche’ rappresentano una quota piu’ elevata) con 1.92 euro rispetto alla media di 1.97 al litro.



Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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