Vendite al dettaglio di vino nella GDO nel 2010 per vitigno

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Fonte: Symphony IRI per Vinitaly

Puntuale come ogni anno viene pubblicata la classifica dei principali vitigni italiani commissionata da Vinitaly a IRI. A differenza dello studio IRI, io metto in fila i numeri di tanti anni, che forse non sono perfettamente comparabili ma danno un’idea di come si sta evolvendo il settore. Cominciamo dalle vendite, che nella grande distribuzione nel 2010 sono rimaste stabili (+0.4%) a fronte di un calo dello 0.9% del volume venduto. Stiamo parlando di grande distribuzione e di vino confezionato. Lo studio non cela la delusione: dopo un 2009 che era sembrato non cosi’ cattivo come la crisi lasciava immaginare, il 2010 ha deluso. Si ripete la stessa storia degli anni passati: i vini “cari”, oltre 5 euro la bottiglia e VQPRD crescono del 5%, quelli da meno di 5 euro crescono del 2.5%, quelli da tavola calano dell’1%. Siccome questi ultimi cubano 533 milioni di euro del totale di 1.4 miliardi, la media esce poco piu’ che positiva.




Nel guardare i dati non fatevi ingannare: e’ un mischione di DOC e vitigni che un sommelier senz’altro boccerebbe. Pero’ credo sia la definizione dei commercianti e tanto ci basta: lo chiameremo “prodotto”. Il prodotto leader resta il Chianti che nel 2010 e’ cresciuto del 10% a valore e del 17% a volume, superando quota 50 milioni di euro. Ha una quota del 6%. Il secondo prodotto e’ il Lambrusco con 43 milioni di vendite, in crescita del 3% (volumi +6%), mentre il terzo prodotto resta il Barbera con +1% a 31 milioni di euro (volumi -2%).

Sotto questa soglia ci sono 6 prodotti tra 28 e 24 milioni di euro: Nero d’Avola, Chardonnay, Vermentino, Montepulciano, Bonarda e Prosecco. Tra questi soltanto il Montepulciano non cresce (25 milioni), mentre il Prosecco e’ in crescita a doppia cifra (+14% a 24.4 milioni nel 2010). Tra le 15 principali denominazioni-vitigni soltanto due sono leggermente in calo: Cabernet e Trebbiano. Nel caso dei volumi il panorama e’ piu’ variegato, dato che ad avere il segno negativo sono il Barbera (-2%), il Montepulciano (-2%), il Sangiovese (-2%) e il Cabernet (-1%).

Togliendo lo sguardo dal 2009-2010 e allargandolo su un 2007-2010 possiamo avere un quadro piu’ chiaro di chi sta crescendo e chi no. I dati non sono completi ma possiamo farci un’idea. I due prodotti principe nella grande distribuzione sono il Vermentino e il Prosecco. Il primo e’ cresciuto del 35% in totale in 3 anni, il secondo del 37%. In entrambi i casi i volumi sono stati aiutati dall’incremento dei prezzi, soprattutto nel caso del Prosecco che ha visto un incremento dei volumi del 25% (per il Vermentino i volumi hanno fatto +32%).

Allargando il discorso a tutti gli altri prodotti, possiamo dire che negli ultimi 3 anni i prodotti che hanno mostrato un potere di incrementare i prezzi sono stati oltre al Prosecco il Barbera, il Montepulciano (da un livello piuttosto basso, in verita’) e in misura un po’ meno evidente lo Chardonnay e il Muller Thurgau. Altri prodotti come il Chianti o la Bonarda mostrano invece un prezzo costante negli anni e un andamento totalmente guidato dai volumi.


Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

4 Commenti su “Vendite al dettaglio di vino nella GDO nel 2010 per vitigno”

  • bacca

    I numeri sono pubblicati una volta l’anno in occasione del Vinitaly. Li trovi tra le presentazioni della sezione di ricerca del sito del Vinitaly.

    bacca

  • Flavio Bruno

    Ho notato. Dato che sono uno studente, nonostante abbia fatto la registrazione sul sito Vinitaly, non ho ricevuto alcuna mail contenente la mia password; quindi non posso visualizzare le diverse presentazioni!

    Grazie ugualmente.

    F.B.

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