Vendite di vino al dettaglio Italia – aggiornamento 2010

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Fonte: ISMEA
ISMEA ha pubblicato i dati congiunturali sul vino dove ha tracciato il primo bilancio sulle vendite al dettaglio di vino, che compila in collaborazione con Nielsen. I dati mostrano un quadro meno grigio di quello di fine settembre, anche se i dati restano con davanti il segno meno. Da notare che ISMEA non ha fornito alcuna indicazione sugli spumanti, il cui andamento nell’ultimo trimestre e’ critico per determinare la performance annuale: tenete conto che i dati che includiamo sono quelli stimati per fine 2010 a settembre e non il dato (sempre stimato ma piu’ preciso) degli ultimi giorni. I dati mostrano che nel 2010 si e’ gradualmente realizzata una “ripresa qualitativa” del mercato, con i vini DOC-DOCG che hanno finito il 2010 con un -0.6% contro il -5% dei vini da tavola, ribaltando la situazione del 2009. I volumi sono calati del 3% circa, piu’ che negli anni scorsi, a causa del calo degli spumanti.




Dicevamo i numeri del 2010. Le vendite di vino sono calate secondo ISMEA del 4.8% in Italia nel 2010. Il dato e’ come dicevamo meno peggio s ia del dato sui nove mesi (-6.5%) che della stima fatta a settembre di -5.9%. Da dove viene questo miglioramento? Sembra essere soprattutto legato al vino fermo, anche se come abbiamo detto gli spumanti sono orfani del rilevamento. Facendo pero’ un breve ragionamento si puo’ arrivare alla conclusione: il dato finale e’ 1.1 punto percentuale meglio della stima fatta a settembre; nel caso dei vini fermi (-3.2%) tale dato e’ 1.7 punti meglio della stima precedente. Sarebbe quindi ipotizzabile che gli spumanti abbiano continato a scendere in modo significativo anche negli ultimi mesi dell’anno: in effetti il -3.2% del vino fermo si compara a un -4.8% del vino totale, implicando un andamento peggiore per gli spumanti.

Come vedete questo -5% si spacca piu’ o meno equamente tra quantita’ e prezzo-mix. In particolare, i volumi sono calati del 3% per il mercato in vino in generale, dell’1.5% per il vino fermo e, all’interno del vino fermo tutto il calo si concentra nella categoria dei vini da tavola/IGT, quando invece i vini DOC/DOCG hanno sofferto soltanto un -0.3%. Guardando questi dati in prospettiva e’ evidente la “ripresa qualitativa” del mercato. Nel corso dei trimestri sono andati migliorando i volumi dei vini DOC-DOCG (partiti a -1% e finiti stabili) mentre sono andati peggiorando quelli di vini da tavola, che a inizio anno erano stabili hanno poi finito a -2.7%.

Il prezzo mix cala del 2% sul vino totale e dell’1.7% per il vino fermo. Anche in questo caso i vini DOC/DOCG hanno finito con un prezzo medio simile a quello dell’anno scorso (-0.3%) mentre i vini da tavola hanno finito l’anno a -2.7% (meglio dei dati molto negativi di inizio anno.

Guardiamo il quadro della situazione sul lungo termine. Con il -4.8% del 2010, le vendite al dettaglio sono arrivate a un numero indice di 90, con 100 che era il 2006. Quindi sono, in termini nominali, del 10% piu’ basse di 4 anni fa. I volumi sono a 92.6, quindi il 7.4% in meno, il prezzo medio e’ -2.8%, e questo e’ un valore “nominale” quindi per fare il valore vero dovremmo incamerare anche l’inflazione. All’interno di questo quadro, l’unica categoria che “tiene” e’ quella del vino DOC-DOCG, che sta a un valore indice di 97, tutto dovuto ai prezzi, con volumi praticamente uguali a quelli del 2006.



Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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