Italia – esportazioni di vino – aggiornamento 2010

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Il colpo di coda. Cosi’ dovrebbe intitolarsi un pezzo che analizza le esportazioni italiane di vino di dicembre 2010, che corrispondono anche ai dati annuali. Con l’avvertenza che i nostri dati sono la somma degli ultimi 12 mesi e che differiscono leggermente (= irrilevante) dai dati cumulati, procediamo all’analisi. Dicevamo del colpo di coda: l’export di dicembre e’ balzato del 33% a valore a 406 milioni e del 43% a volume a 2.4 milioni di ettolitri. Un mese ancora una volta caratterizzato dalla forte crescita dei volumi esportati. Ma questo post lo dedichiamo un po’ piu’ alle tabelle e ai dati annuali, che chiaramente sono stati influenzati abbastanza pesantemente dal boom del mese di dicembre. Vediamo i numeri.




Nel 2010 le esportazioni hanno raggiunto i 3.9 miliardi di euro, con un incremento del 12% rispetto al 2009 e del 6% sopra al precedente record di fine 2008. I volumi esportati hanno raggiunto un livello impressionante di 21.7 milioni di ettolitri, che rappresenta un balzo dell’11% rispetto ai 19.5 milioni di ettolitri del 2009 e del 18% sopra il 2008. L’Italia si conferma quindi il primo esportatore al mondo in termini di volume davanti alla Spagna e alla Francia e il secondo esportatore in termini di valore dietro alla Francia. Le esportazioni italiane sono nel 2010 cosi’ suddivise: (1) per valore: 80% vini imbottigliati, 9% vini sfusi, 11% vini spumanti; (2) per volume: 57% vini imbottigliati, 34% vini sfusi, 9% vini spumanti.

Passiamo brevemente in rassegna le tre categorie. I vini imbottigliati sono cresciuti in linea con il totale dell’export superando di poco 3.2 miliardi di euro (il dato cumulato provvisorio 2010 e’ 3122, quindi leggermente superiore al nostro 3104 milioni, che non e’ corretto per le rettifiche portate ai mesi precedenti – scusate ma ci vuole troppo tempo e le differenze sono veramente piccole!), con un volume esportato di 12.4 milioni di ettolitri. I primi mercati a valore sono USA, Germania e Regno Unito, che rappresentano il 24%, 20% e 12% rispettivamente dell’export della categoria.

I vini sfusi crescono del 5% a valore e del 16% a volume, raggiungendo rispettivamente 328 milioni e 7.4 milioni di ettolitri. Nella categoria pero’ il mercato storico di destinazione che e’ la Germania e’ in calo del 5%. Il secondo mercato e’ diventato il Regno Unito, in crescita del 7% a 21 milioni, che rappresenta quindi il 6% del totale. Gli altri mercati storici del vino sfuso, cioe’ Francia, Svezia e Svizzera sono tutti in calo tra il 20% e il 30%. Il fenomeno nuovo del vino sfuso e’ la Russia, dove il balzo e’ stato del 60% nel corso del 2010.

Due parole sugli spumanti, cui dedichiamo poi un post separato. Le esportazioni sono cresciute di piu’, ma erano anche scese maggiormente prima. L’export e’ stato di 446 milioni, +16%, con un incremento dei volumi del 22% a 1.9 milioni di ettolitri. Tutti i principali mercati (Germania, USA e Regno Unito) crescono del 10% o piu’, mentre il quarto mercato e’ diventata la Russia, che con un balzo dell’85% si riprende tutto quello che non si era bevuta nel 2009 e oggi rappresenta il 9% delle esportazioni totali.



Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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