Costi e margini dell’industria italiana del vino – aggiornamento 2010

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La pubblicazione di fine anno ISMEA sui costi e sui margini della filiera vinicola ci pone purtroppo di fronte alla sfortunata situazione di dover rettificare in parte anche i dati del terzo trimestre che inspiegabimente (cioe’ senza farne pubblica ammenda) sono stati cambiati. Le conclusioni non sono diverse da quelle del post che avevamo pubblicato ma chiaramente in numeri sono meno “eccezionali” di quelli che avevamo visto. Si confermano alcune tendenze: (1) il costante miglioramento della fiducia delle imprese vinicole, non del tutto spiegabile da cio’ che viene al punto 2 e successivi; (2) il calo dei margini dell’attivita’ che coincide con una forbice che si sta chiudendo tra le materie prime (aumento dei prezzi all’origine, soprattutto dei vini da tavola) e prezzi di vendita che non si riprendono; (3) la ripresa del costo dei mezzi produttivi, quindi delle materie prime accessorie.




Partiamo con i prezzi all’origine del vino che hanno avuto un’impennata negli ultimi mesi del 2010 tornando a un valore indice di 91 da 84 del terzo trimestre. Ad oggi, fatto 100 il prezzo nel 2000 i vini da tavola e IGT e i vini DOC/DOCG hanno avuto lo stesso calo: circa il 9% cumulato. Detto questo, chiaramente questo incremento dei prezzi all’origine mette pressione ai trasformatori-imbottigliatori che si trovano un mercato dove e’ molto difficile far passare incrementi di prezzo. Anzi, se incrementi di prezzo ci sono probabilmente saranno le catene di supermercati che se li incamerano.

I costi salgono anche per l’aumento del prezzo del petrolio e tutto cio’ che ne deriva. Il numero indice del quarto trimestre e’ 133, cioe’ il 33% in piu’ del 2000. Non siamo ancora al picco di 137 del 2008 (ricordate il petrolio a 150 dollari?), ma la tendenza e’ in crescita dalla fine del 2010.

Risultato: il margine scende nel modello ISMEA a 123, uguale al terzo trimestre. Qui sta il grande problema con il passato, perche’ nel terzo trimestre il 123 che leggete oggi era 110. Sappiate che il dato e’ stato ribasato. La conclusione non cambia: i margini della seconda parte del 2010 sono i piu’ bassi dalla seconda parte del 2008 a questa parte. Di certo, le ulteriori tensioni sui prezzi delle materie prime porteranno a ulteriori pressioni.

Vi metto poi un grafico di riassunto delle condizioni di operativita’ degli ultimi anni, cercando di fare un po’ la media dei valori trimestrali. Come vedete, nel 2010 sono leggermente calati i prezzi al consumo, da 113 (numero indice 2000=100) a 112, si sono ripresi i prezzi alla produzione, cioe’ i prezzi del vino all’origine (da 88 a 89) e sono leggermente calati i prezzi dei mezzi di produzione da 133 a 132, anche se come avete visto dal grafico sopra “l’uscita dal 2010” e’ in crescita e dovrebbe quindi marcare un 2011 meno eccitante.


Per fortuna la fiducia migliora, probabilmente trainata dalle esportazioni. Il grafico in questo caso dice piu’ di 1000 parole.

Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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