Gambero Rosso – bilancio 2009

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Grazie al contributo di Carlo Macchi possiamo analizzare un po’ da vicino il processo di ristrutturazione del Gambero Rosso. E’ un piano che sta avendo successo, anche se il nuovo azionista ha apportato un capitale minimo (2 milioni di euro nel 2008). Ma quello che conta e’ che l’attivita’ editoriale e televisiva dell’azienda continua. La produzione di contenuti, la guida e le iniziative per spingere i prodotti italiani sono senz’altro a vantaggio di tutti. I numeri cominciano a prendere corpo: per la prima volta dopo anni il MOL e’ significativamente superiore al punto di pareggio e il debito incomincia a calare. Il piano di ristrutturazione e’ stato doloroso, essendo passato per una ridefinizione del contratto con SKY, il blocco del turnaround del personale, la ridefinizione della guida e la crescita delle attivita’ promozionali all’estero. Che cosa si aspetta l’azienda per il 2010? Un ulteriore miglioramento dei conti, grazie anche al rinnovo della cassa integrazione, il calo dei costi del personale e degli affitti che e’ cominciato a inizio 2009. Nei primi 5 mesi del 2010 il MOL e’ leggermente migliorato rispetto all’anno scorso, anche se i risultati del gruppo saranno soprattutto visibili nella seconda parte dell’anno.



Scorriamo brevemente i numeri. Le vendite sono calate del 9% a 12.4 milioni rispetto ai 13.6 milioni dello scorso anno. I costi sono scesi in modo molto piu’ pronunciato. I costi per acquisti sono giu’ del 25%, gli affitti del 14%, i servizi esterni sono a -14% e il costo del personale e’ crollato del 35% da 4.5 milioni a 2.9 milioni di euro.

Cio’ a consentito di raggiungere un Margine Operativo Lordo di 1.5 milioni, rispetto ai valori negativi di 0.6 milioni del 2008 e di oltre 1 milioni del 2006-07. Con gli ammortamenti stabili, l’azienda mostra un utile operativo di 0.5 milioni di euro. Le perdite degli anni bui erano superiori a 2 milioni di euro. E’ soltanto con gli oneri finanziari, con qualche onere di ristrutturazione e con le imposte che colpiscono in modo piuttosto ingiusto le aziende editoriali (l’IRAP non consente di dedurre i costi del personale) che si arriva a una leggera perdita di 0.2 milioni di euro.


Dal punto di vista finanziario, il capitale netto e’ sempre pari a zero, anzi negativo per 0.5 milioni se si considera che del capitale sociale di 6 milioni soltanto 1.5 milioni sono stati versati. Il debito pero’ comincia a calare da 8.3 a 7.3 milioni di euro. Cio’ deriva da un miglioramento del capitale circolante di circa 0.6 milioni di euro, dal blocco degli investimenti (soltanto 0.1 milioni di euro dai 0.7 milioni del 2008) e da un flusso di cassa dalle operazioni che passa da un negativo di 1.3 milioni a un valore positivo di circa 0.7 milioni di euro.

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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