Vendite di vino al dettaglio Italia – primo semestre 2010

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Da qualunque parte li si girino, questi dati sulle vendite al dettaglio di vino nel primo semestre 2010 appena rilasciati da ISMEA sono pessimi. Tutt’al piu’ si riesce a trovare qualche spunto un po’ meno negativo, ma di segni positivi ce ne sono ben pochi e molto isolati. E’ il problema del mercato (e dell’economia italiana): avremo sentito meno la crisi degli altri paesi ma ora, nel momento della ripresa, il mercato continua il suo declino. Cosi’, secondo ISMEA le vendite di vino al dettaglio sono calate del 7% nel primo semestre 2010. I dati cominciano ad essere piu’ interessanti, anche se la parte piu’ significativa viene nell’ultimo trimestre: il vino fermo scende del 6%, mentre i vini spumanti crollano letteralmente, con un -20%. E questi dati includono il primo round di vendite di questo prodotto: la Pasqua.



Che cosa si salva? Nulla. Il segmento che cala di meno e’ quello dei vini DOC/DOCG, che si attesta a -4.8% a valore nel primo semestre, con un calo dell’1% del volume e un peggioramento del mix del 3.8%. Si tratta di dati in leggero recupero rispetto a quanto pubblicato da ISMEA nel primo trimestre, ma soprattutto sono dati che si innestano su un primo semestre 2009 che non era andato cosi’ male (-1% a valore). Visti in ottica storica i vini DOC/DOCG vendono oggi circa il 3.5% in piu’ rispetto al 2007 (primi 6 mesi), a un prezzo del 5% inferiore: ne risulta un calo cumulato sui 3 anni di circa l’1.5%.

Cosa non si salva? Beh, gli spumanti e i vini da tavola e IGT. Questi ultimi mostrano un apparente miglioramento rispetto al primo trimestre a -6.6% (scendevano dell’8.4% fino a Marzo), essenzialmente grazie a un confronto meno sfavorevole dei prezzi. Bisogna pero’ considerare la prospettiva storica, e cioe’ che nel 2009 il primo semestre era calato dell’8%, contro un -2% nel primo trimestre. Letto in questa ottica, il dato sui vini da tavola non e’ brutto, e’ drammatico. Prospettiva storica: il 12% delle vendite perse in 3 anni, di cui il 9% viene fatto dai volumi.

Fino a quando ISMEA dava i numeri totali, conoscevamo la stagionalita’ degli spumanti: il 30% delle vendite sono nel primo semestre, il 10% nel terzo trimestre, il 60% rimanente nei 3 mesi finali dell’anno. Beh, i primi 6 mesi saranno poco importanti ma il dato fa sobbalzare: -20.4%, di cui -14% volume e -8% prezzo-mix. Che succede? ISMEA non spiega nulla dell’origine di questi dati, limitandosi a dire che ” Le variazioni più significative sia in termini di volumi che di valore si sono registrate nel segmento dei vini spumanti”. In prospettiva storica, in 3 anni il segmento ha perso nei primi 6 mesi il 43% delle vendite, di cui il 36% sono volumi e l’11% valori (non sommate i valori ma moltiplicateli aggiunti a 1 per arrivare al -43%).

E’ chiaro che anche ipotizzando un dato costante per il resto dell’anno, -20% moltiplicato 30% fa circa -7%: direi che la prospettiva piu’ rosea possibile per fine anno possa essere questa, visto l’andamento dell’economia italiana (e il graduale incremento della disoccupazione). “C’e’ poco da brindare”: una profezia che si auto-avvera.


Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

4 Commenti su “Vendite di vino al dettaglio Italia – primo semestre 2010”

  • Marco Sottopensiero

    Salve, inanzitutto mi complimento per i sempre dettagliati ed aggiornati grafici/ tabelle che presenta, volevo chiederle se sono uscite indicazioni riguardanti l’andamento del mkt alla somministrazione. Sto cercando di capire quanto incida sui consumi e su che segmento di mercato incida maggiormente le disposizione anti-alcool relative al codice della strada.
    Grazie mille

  • Marco Baccaglio

    Mi scuso innanzitutto per il ritardo nella risposta. Le uniche statistiche sulla somministrazione sono saltuariamente fornite da qualche distributore, come Partesa.
    A tale proposito, il sito del Vinitaly, previa registrazione, mi pare il piu’ ricco da questo punto di vista.
    Relativamente alla questione delle regole anti-alcol, non sono sicuro, ma vale la pena dare un’occhiata al report ISTAT sul consumo di bevande alcoliche in Italia. Li’ ci potrebbe essere qualche dato.

    Di certo, e lo dico per averlo provato personalmente, la maggiore minaccia di controlli anti-alcol sta cambiando anche le abitudini del sottoscritto.

    bacca

  • Marco Sottopensiero

    Grazie per le preziose indicazioni. Condivido gli stessi timori rigurdanti la salvaguardia della patente. A far da caprio espriatorio purtroppo tutto il comparto dei superalcolici. Grappa ed amari in testa.

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