Campari – risultati primo semestre 2010

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La divisione vino di Campari ha registrato un calo delle vendite ma un miglioramento dei margini nel primo semestre del 2009. Purtroppo il miglioramento degli utili e’ essenzialmente frutto della decisione dell’azienda di tagliare gli investimenti in pubblicita’, e quindi le cattive notizie sono cattive (il fatturato) mentre quelle buone sono in qualche modo “truccate” dalla strategia dell’azienda, che peraltro potrebbe avere delle implicazioni negative sull’andamento futuro delle vendite. I numeri sono molto significativi, per quanto il periodo sia poco significativo: le spese pubblicitarie sono calate da 8 milioni a 6 milioni circa (dal 13% al 10% delle vendite).




Andiamo al dettaglio: le vendite sono scese del 7% nel secondo trimestre e dell’1% circa nel semestre. In questi numeri si nasconde un calo del 4% a parita’ di cambi e perimetro e un contributo di poco piu’ dell’1% dal consolidamento di Odessa, l’azienda produttrice di spumanti ucraina acquistata lo scorso anno. Cosi’ le vendite passando da 60 a 59 milioni nel semestre. Nel trimestre il fatturato cala di piu’, ma qui dobbiamo considerare l’anticipo delle vendite di spumante dal secondo al primo trimestre per la questione della Pasqua.

Dal punto di vista geografico, Campari fa molta fatica nel mercato italiano con le vendite che calano del 4% e rappresentano il 27% delle vendite (rispetto al 30% di 3 anni fa). Recuperano invece le vendite sia in Europa (Germania ed Est Europa sono i mercati piu’ importanti dell’area), +9%, e le vendite in America (+24%) dove Campari gode anche di un impatto positivo dai cambi. Infine, nel resto del mondo il calo e’ molto importante, del 40%. Questo dato e’ molto difficile da leggere ed e’ allineato a quanto fatto dagli altri prodotti del gruppo, probabilmente a causa di una diversa strategia di vendita nel segmento dei duty free.

Le considerazioni sui paesi si ribattono poi sull’andamento dei marchi. Vanno male i vini in senso stretto, vanno meglio gli spumanti e si stabilizza il Vermouth dopo un 2009 difficilissimo. Campari ha provveduto a riacquistare il marchio Cinzano in Argentina (per EUR11 milioni), il che dovrebbe dare un forte impulso alle vendite del marchio, data l’estrema notorieta’ del vermouth nel paese. Come dicevamo, Sella e Mosca (-5%), Terruzzi & Puthod (-2%) e Cantine Serafino (-7%) stanno andando ancora male e in linea di massima peggio dell’andamento del primo trimestre. Infine, va fatta una annotazione su Riccadonna, che vende soprattutto in Australia e che in questo semestre subisce il cambio di distribuzione che passa a Campari, che quest’anno ha messo in piedi la propria struttura. Se guardiamo l’andamento dei marchi nel tempo nel primo semestre prima dei cambi potete vedere come i marchi trainanti sono stati gli spumanti Cinzano e, nonostante la dimensione molto limitata, i vini toscani di Terruzzi & Puthod.


I margini come dicevamo prima salgono grazie al taglio della pubblicita’ che e’ stata tagliata del 26% nel 2010 ma che ormai e’ quasi la meta’ di quella del 2006 nei primi 6 mesi (6 milioni contro 11 milioni). Cio’ piu’ che compensa un calo costante dei margini industriali, che sono crollati tra il 2006 e il 2008 ma che hanno continuato a scendere anche nel 2009 e 2010, passando dal 38% del 2008 al 35.9% del 2010.

Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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