Baron de Ley – risultati primo semestre 2010

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Baron de Ley ha cominciato a intravedere qualche segno di ripresa nel corso del primo semestre 2010. A supportare le vendite del gruppo spagnolo sono state le esportazioni, mentre il mercato spagnolo ha continuato a essere molto debole. Il secondo segnale di ripresa e’ l’aumento delle vendite di vino imbottigliato (e dentro questo di quello di alta qualita’) rispetto a quello sfuso che l’anno scorso di questi tempi rappresentava l’8% delle vendite, sceso al 4% nei primi 6 mesi del 2010. Detto questo, il recupero e’ ancora molto flebile e restiamo lontani dal picco toccato nel primo semestre 2008.

La strategia dell’azienda pero’ non cambia: gli amministratori hanno trionfalmente comunicato che hanno ricomprato sul mercato azionario il 10% delle azioni e le hanno cancellate. In questo modo, anche se gli utili non si stanno riprendendo, gli azionisti possono godere di un beneficio, in quanto si siedono al tavolo degli utili in 9 invece che in 10: la fetta di torta e’ piu’ grande. Dall’altro lato, cio’ si ricongiunge a quanto ho scritto recentemente su Angolo Economico e cioe’ che molte delle grandi aziende vinicole (e Baron de Ley e’ una bandiera del vino di qualita’ spagnolo) non stanno investendo nell’attivita’ in modo significativo, preferendo vendere o come in questo caso investire nel proprio stesso capitale: troppo presuntuosi o nessuna idea?



Le vendite sono cresciute del 5% nel primo semestre del 2010 a EUR38.8m (EUR86m nei 12 mesi terminanti a giugno), con un incremento del 9% del vino imbottigliato e un dimezzamento di quelle di vino sfuso. All’interno del vino imbottigliato, la porzione di vino di alta qualita’ (Reserva e Gran Reserva) e’ del 30% ed ha avuto una crescita del 13%. Quindi, il prezzo mix si sta riprendendo. Baron de Ley e’ andata molto bene fuori dalla Spagna, mentre il mercato spagnolo ha subito ancora un piccolo ulteriore calo (-2%). In EU le vendite si sono riprese in modo deciso, +22%, mentre nel resto del mondo sono cresciute del 6%.

I margini sono stati ancora in leggero calo, anche se sono stati piu’ che compensati dalle maggiori vendite. Il MOL cresce del 3% a 14 milioni, l’utile operativo del 5% a 10 milioni e l’utile netto del 10% a quasi 8 milioni di euro.

La struttura finanziaria resta molto equilibrata, con un debito di soli 3 milioni (0.2x debito/MOL), stabile rispetto a fine anno. Di cose pero’ ne sono successe: Baron de Ley ha ricomprato per EUR22 milioni azioni proprie sul mercato azionario (522mila azioni) e insieme a quelle comperate l’anno scorso ha raggiunto il 10% del capitale. Il debito non e’ aumentato nel corso del semestre grazie al miglioramento del capitale circolante (da 108 a 100 milioni, sfruttando il calo stagionale ma anche un’azione intensa sui crediti) e a investimenti molto limitati, soltato 1.7 milioni, essenzialmente relativi all’acquisto di botti. Per quanto riguarda il futuro, Baron de Ley dichiara che questi numeri sono stati superiori alle proprie attese ma resta prudente sul resto dell’anno vista l’importante stagionalita’ del periodo (si vende soprattutto nell’ultimo trimestre) e la debolezza del mercato locale.


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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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