Constellation Brands – risultati primo trimestre 2010

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Constellation Brands ha chiuso il primo trimestre 2010 con risultati piuttosto deludenti dal punto di vista operativo, anche se l’utile netto e’ stato in linea con le attese del mercato. Coerentemente con quanto l’azienda aveva pianificato, e’ iniziato il programma di riacquisto delle azioni, che ha comportato un esborso di 300 milioni di dollari. A cio’ si deve l’incremento del debito, dopo una serie molto lunga di trimestri consecutivi di riduzione. Il mangament si e’ dichiarato contento per questa strategia “di crescita nei segmenti profittevoli”. Cioe’ si cresce soltanto dove si fanno piu’ soldi. Tutto allineato alle aspettative del management a quanto pare. Dal punto di vista commerciale hanno lanciato un Riesling tedesco, un Malbec nel Black Box (cioe’ il Bag in Box), uno spumante nella linea Robert Mondavi e un Pinot Grigio sotto il marchio Arbor Mist.



Dicevamo risultati deludenti, almeno a opinione di chi vi scrive: le vendite sono stabili rispetto al primo trimestre 2009. A cio’ ha contribuito, per la parte relativa al vino, una riduzione organica dell’1% e un contributo positivo dai cambi di circa il 4% totalmente compensato dall’effetto negativo delle dismissioni. Di conseguenza, le vendite di vino sono rimaste ferme a 729m di dollari. Dal punto di vista geografico, gli USA hanno segnato un -2%, mentre Europa ed Australia, che da questo trimestre vengono riportate insieme sono andate un po’ meglio, con un +1%. Il commento di Constellation parla ancora di un mercato debole: a fronte di un miglioramento leggero dei volumi, si sono fatti sentire le promozioni. Cio’ che sta veramente spingendo l’azienda sono le vendite della vodka Svedka, che nel trimestre sono cresciute del 28% a livello organico.

Sotto i nuovi segmenti operativi, non e’ piu’ possibile tracciare i margini della divisione vino. Nel primo trimestre l’utile operativo e’ passato da 83 a 96 milioni di dollari, a fronte di un margine lordo stabile a 270 milioni. A fare la differenza sono stati i minori oneri di ristrutturazione che avevano pesato lo scorso anno. Dopo oneri finanziari in calo a 50 milioni e tasse molto inferiori alle attese del mercato, Constellation ha generato un utile netto di 49 milioni di dollari, che si confronta con i 7 milioni del Q1-09, incluso un contributo di circa 55 milioni di dollari dalla joint venture Crown Imports. In altre parole, l’attivita’ nel segmento vino e Svedka non hanno di fatto generato profitti nel trimestre.


L’indebitamento del gruppo e’ cresciuto da 3.8 a 4 miliardi di dollari, a fronte di un calo del patrimonio netto da 2.6 a 2.3 miliardi. Qui si cela tutto l’effetto del piano di riacquisto delle azioni proprie, eseguito per 300 milioni di dollari, che ha avuto un impatto corrispondente e opposto sulle due voci, alzando il debito e facendo scendere il patrimonio. Constellation non ha invece investito quasi nulla, circa 25 milioni di dollari contro i 47 del trimestre corrispondente dello scorso anno. L’azienda e’ in questo momento chiaramente gestita per generare cassa il piu’ possibile.

Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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