Caviro – risultati e analisi di bilancio 2009

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Sono colpevole di pubblicare con grave ritardo la recensione del bilancio Caviro, che giace nel mio PC da ormai 2 mesi. E’ una di quelle cose che immaginavo di aver fatto, ma lo immaginavo… Comunque, CAVIRO ha chiuso il 2009 con un calo delle vendite di circa l’11%, mostrando una tenuta nel settore vino rispetto ad un calo significativo della distilleria. In questo contesto difficile pero’ l’azienda ha continuato la sua strategia: gli obiettivi di crescita nei mercati esteri sono immutate, l’azienda ha portato avanti i suoi investimenti (anzi, nel 2009 ha investito molto piu’ che nei due anni precedenti) e tra i costi sono stati mantenuti immutati gli sforzi commerciali (promozioni e pubblicita’) cercando di contenere gli altri costi. Ne risulta un bilancio in pareggio, ma con un utile di consolidato di circa 2 milioni, e con una liquidazione dei vini apportati dai soci in calo del 10% circa ma molto meno di quanto e’ successo nel mercato (-20%). Caviro e’ anche riuscita a mettere ordine dal punto di vista finanziario: il capitale circolante migliora, con un calo significativo delle scorte di prodotti finiti e quindi il debito scende da 81 milioni a 77 milioni. Le attese sul 2010 non sono particolarmente allettanti per la divisione vino, dove CAVIRO si aspetta un calo dei consumi in Italia simile al 2009 e un approccio aggressivo delle private labels. Piu’ spazio sembra esserci all’estero, dove il budget aziendale prevede una crescita delle vendite superiore al 10%.




Le vendite sono in calo del 10%, di cui un -9% sul mercato italiano e -24% all’estero. In realta’, questo dato sconta un andamento molto negativo delle attivita’ della distilleria, in particolare mosti e bioetanolo, che hanno sofferto nel 2010 la crisi dei mercati e il cambiamento della regolamentazione europea relativamente all’arricchimento dei mosti (-40% in questo particolare segmento). Se spacchettiamo i dati, la divisione vino ha registrato un calo limitato al 2% (a circa 175 milioni), in cui l’Italia scende del 3% circa (rispetto al -9% del bilancio consolidato) e la parte all’estero cresce dell’8% (rispetto a un calo nel consolidato del 24%), assorbendo anche la totale uscita dell’azienda dal segmento dei vini sfusi.

L’andamento dei costi mostra un calo del peso delle materie prime vinicole al 46% delle vendite e un incremento del peso dei costi degli imballaggi, che ormai continua dal 2006 a questa parte. I costi dei servizi esterni sono calati del 10% circa, e quindi il loro peso non aumenta. Restano invece stabili le spese pubblicitarie/promozionali intorno ai 30 milioni: dal 2005 al 2009 questa voce sale dal 10% al 12% delle vendite consolidate del gruppo ed e’ principalmente da collegare all’attivita’ vinicola (circa 165m di vendite su Caviro capogruppo, oltre alle vendite della ex Volorosso). Le indicazioni sul grado di utilizzo della capacita’ produttiva sono coerenti con questi dati: CAVIRO e’ scesa dal 57% del 2007 al 40% dello scorso anno.

Il bilancio quadra grazie a un calo dei costi del personale, al contenimento degli oneri finanziari (minori tassi di interesse e minor debito) e ad ammortamenti stabili. Come dicevamo la parte finanziaria e’ quella piu’ interessante. Il magazzino e’ calato di 6 milioni (ma di 10 milioni se consideriamo solo i prodotti finiti), i crediti verso clienti sono scesi di 6 milioni, in linea con il fatturato, mentre i debiti verso fornitori sono saliti di 7 milioni, grazie anche alla ripresa degli investimenti (anche loro sono fornitori…). Dal capitale circolante saltano quindi fuori circa 18 milioni di euro, che insieme agli 11 milioni generali dalla gestione riescono a compensare i 24 milioni di investimenti e a generare un leggera riduzione del debito finanziario, che atterra a 77 milioni dagli 81 dello scorso anno.

Infine, diamo un’occhiata ai dati sulla cooperazione. Due considerazioni vanno fatte: avendo cambiato struttura (la distilleria e’ ora all’interno di una controllata), la cooperativa (senza le controllate) processa un quantitativo di materie prime del 25-30% inferiore a quello del 2006-07. In realta’ questo dato andrebbe depurato del cambio di allocazione che pesa per oltre 1.5m/q su un totale di 2m di quintali di riduzione apparente dei volumi processati. Non abbiamo dati storici invece su quanto veniva liquidato ai soci prima del 2008: ma i dati del 2009 mostrano un calo da 26 a 23.5 euro per quintale, quindi -10%. Questa, dopotutto, e’ la vera misura dell’andamento dell’utile di una cooperativa. Nel caso di CAVIRO il dato e’ negativo ma e’ comunque molto meglio dei dati sul prezzo di mercato dei vini confrontabili, che mostra cali intorno al 20%. Infine, tale calo e’ stato piu’ che compensato da un incremento del 20% della quantita’ di uve conferite, talche’ i soci hanno incassato circa 54 milioni di euro contro i 50 milioni dell’anno precedente.


Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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